E’ stato assolto con il rito abbreviato dall’accusa di maltrattamenti in famiglia e percosse perché il fatto non sussiste. ll giudice dell’udienza preliminare Sergio Compagnucci, ha dunque assolto un uomo di 69 anni di Orbetello. L’uomo, secondo l’accusa, avrebbe maltrattato la moglie convivente ingiuriandola frequentemente, soprattutto per motivi di gelosia, fino ad arrivare a controllare la sua biancheria intima sporca, con il fine di rintracciare le prove della presunta infedeltà della coniuge, nonché percuotendola con pugni e schiaffi, minacciandola e controllandola e pedinandola negli spostamenti. In un’occasione, per la presunta sottrazione di un orologio in oro, secondo l’accusa l’uomo l’avrebbe afferrata per la gola, sferrandole uno schiaffo in volto, così procurandole lesioni consistite in policontusioni nella zona del collo e infine minacciandola che l’avrebbe ammazzata se non fosse partita per le vacanze con lui. Secondo il giudice però "il racconto della donna, tuttavia, non ha trovato adeguato riscontro negli altri elementi di prova. Le persone sentite, infatti, hanno dichiarato che non avevano conoscenza diretta degli episodi di maltrattamento". E così l’uomo è stato assolto perché il fatto non sussiste.