Accatastamento di camini e stufe a Massa Marittima: come mettersi in regola

La Giunta regionale ha introdotto l'obbligo di accatastare camini, stufe e caldaie a prescindere dalla loro potenza. Il Comune di Massa Marittima aderisce all'iniziativa. Sanzioni previste solo per chi non provvede entro 30 giorni.

E’ richiesto da questi giorni l’accatastamento di camini, stufe o caldaie a prescindere dalla loro potenzialità. A prevederlo è una delibera della Giunta regionale: sono esclusi dall’obbligo i camini dismessi e quelli che rappresentano l’unica fonte di riscaldamento dell’abitazione. In questo caso il cittadino non dovrà fare la procedura di accatastamento, ma solo una auto-dichiarazione, il cui modulo è scaricabile dal sito del Siert www.siert.regione.toscana.it. È utile ricordare che qualora non si fosse ancora provveduto ad accatastare i propri caminetto, stufa o caldaia a biomasse dal primo ottobre è comunque possibile farlo gratuitamente tramite la pagina web del Siert accedendo tramite Spid, Cie o Cns. Anche il Comune di Massa Marittima aderisce all’iniziativa. L’obbligo di accatastamento ha come obiettivo quello di conoscere il numero degli impianti a biomasse e non ha alcun intento restrittivo. La disciplina sanzionatoria prevede solo l’indicazione al cittadino di provvedere entro trenta giorni.