Vittorio Montalti
Vittorio Montalti

Firenze, 26 maggio 2019 – A pochi mesi dalla proposta di "Ehi Gio'" il Maggio ha ospitato al Teatro Goldoni la prima assoluta di un altro lavoro di Vittorio Montalti su libretto di Giuliano Compagno, questa volta ispirato al celebre libro di Carlo M. Cipolla "Le leggi fondamentali della stupidità umana".

Definito dagli autori “opera quasi intelligente” può senz'altro essere considerato intelligente mentre ben più difficile è riferirlo al tradizionale concetto di opera, essendo d'altra parte impossibile ricavare da un saggio la dinamica di una narrazione teatrale. La fonte letteraria fornisce piuttosto un insieme di concetti intorno alla stupidità ma soprattutto di fonemi che il compositore elabora all'interno di una struttura asciutta e rigorosa in una dimensione puramente musicale impiegando quattro voci, una piccola orchestra e un fondamentale corredo elettronico, curato dal dipartimento di nuove tecnologie del Conservatorio Cherubini. Bastano pochi minuti a svelare il meccanismo di balbettamenti, ripetizioni e ostinati ritmici che per oltre un'ora domina ossessivamente la partitura rivelando se non altro una confezione di indiscutibile abilità.

A renderla accettabile e a propiziare il pieno successo della serata provvede comunque la notevole accuratezza della sua restituzione a cominciare dal bellissimo spettacolo di Giancarlo Cauteruccio, impegnato anche come voce recitante, che aderisce esemplarmente al linguaggio musicale e alla particolare drammaturgia del testo ricavandone ogni possibile suggestione visiva.

Né minor merito spetta alla nitida accuratezza dell'esecuzione realizzata dal duttile ContempoArtEnsemble sotto la direzione di Fabio Maestri e ai bravi cantanti Ljuba Bergamelli, Victoria Massey, Manuel Amati e Oliver Pürckhauer che danno voce alle quattro tipologie umane qui sostitutive dei personaggi di una normale opera.