Cristina D'Avena
Cristina D'Avena

Firenze, 26 ottobre 2018 - «Gli anni che passano? Una fiagata pazzesca soprattutto quando si riesce davvero a entrare in questo mondo meraviglioso della fantasia che ci appartiene ma che diventando grandi tendiamo ad abbandonare. Peggio ancora, a oscurare. Però, quando riesci a sognare, a divertirti e ad avere questo cuore in rosa e sai ancora vivere in una specie di foresta di illusioni con gli amici della tua infanzia, hai fatto bingo».

Cristina D’Avena sarà in scena oggi alle 22 all’Hard Rock Cafe. Istruzioni per l’uso della vita da un punto di vista privilegiato. Quello di cantante-icona di sigle televisive di mitici cartoni animati e segnato la vita di almeno due, se non tre generazioni. Chi non ricorda Mila e Shiro due cuori nella pallavolo, oppure Magica, magica Emi, Occhi di Gatto o Memole dolce Memole o anche Kiss me Licia?

Cristina che effetto fa aver superato i cinquanta e vivere con la gaiezza ingenua di una bimba?

«Un effetto bellissimo. Anche perchè ho un pubblico trasversale fatto di nonni, di adulti e di bambini. E tutti vengono ai miei concerti. A sentirmi e a cantare con me le mie canzoni che sono anche le loro: di questo vado fiera e sono orgogliosa. E in più mi diverto».

Di sicuro solo leggere il suo nome fa allegria. «Di tutto questo sono felice. Perchè secondo me è bello se ti diverti ancora con le canzoni che hanno segnato la tua vita di bambino. Se ti senti una cosa dentro, e hai subito voglia di ricantarle e di sognare, è una specie di magia che accade».

Perché toccano il cuore e i ricordi. «Mica te le dimentichi, mica te la scordi la fantasia e quei momenti magici dove sei riuscito a sognare. Anche se eri piccolo sei sempre tu. Le mie canzoni smuovono qualcosa dentro».

Scusi se ci torno, ma gli anni,visto che ha iniziato a quattro con il Valzer del moscerino, non la disturbano?

«Per niente. Faccio come se nulla fosse: e questo mi dà la possibilità di vivere sempre con un sorriso. Anzi, gli anni mi danno il senso che anagraficamente il tempo passa, è vero. Ma che io non me accorgo e non ne sento neppure uno di questi anni. E’ bellissimo».

I suoi fan più accaniti chi sono?

«Uomini e donne in uguale misura. Poi ci sono tanti ragazzi giovani che sono cresciuti con le mie canzoni che mi hanno riscoperta crescendo. Ho recuperato i maschietti che in quell’età critica adolescenziale si vergonavano a dire che gli piacevano le sigle deicartoni animati. Appena passato quel periodo me li ritrovo impazziti di divertimento ai miei concerti. Sono soddisfazioni».

Sui cartoni animati è in atto anche un’inversione di tendenza.

«Esattamente. Adesso non sei abbastanza figo se non hai un cartone di riferimento, ce ne sono tantissimi di ragazzi che la pensano così. Il cartone animato è molto rivalutato. E quel ragazzino che a 12 anni magari si vergognava a dire cosa preferiva, adesso mette nel telefonino al suoneria di Batman»

Secondo lei quanto ha influito l’enorme successo delle varie rassegne sui comics?

«Di certo hanno aiutato a rivalutare tutto il mondo dei cartoni animati e un grande merito ce l’hano pure i cosplay che si travestono dai loro eroi preferiti. Sono rassegne che hanno dato molto più spessore a un genere scioccamente considerato secondario».

Cristina, il cartone animato è...?

«La possiblità di sognare, di uscire dai canoni e di vivere da superstar una specie di vita parallela. Nel regno della fantasia. Che esiste però».