Sara Funaro
Sara Funaro

Firenze, 29 maggio 2019 - Lo scacchiere di Palazzo Vecchio ha già preso corpo e linee. A due giorni dal voto – che ha riconsegnato la poltrona di sindaco a Dario Nardella – il nuovo Consiglio comunale partorito dalle preferenze infilate nelle urne dai fiorentini e disegnato dagli uffici tecnici del Comune è cosa fatta. Resta un piccolo giallo su un pedone, il cui colore è oggetto di un intreccio burocratico.

Ma procediamo con ordine. Ieri da piazza Signoria è stata resa nota la composizione della nuova assemblea cittadina. Alle liste che hanno sostenuto Nardella, che ha ottenuto il 57,05% dei voti, vanno 22 seggi. Nel dettaglio 19 spettano ai dem e 3 alla Lista Nardella. Il Pd le porte del Salone de’Dugento ad un mix di ex assessori e new entry.

Sono Luca Milani, Donata Bianchi, Sara Funaro, Federico Gianassi, Fabio Giorgetti, Maria Federica Giuliani, Patrizia Bonanni, Cecilia Del Re, Massimo Fratini, Andrea Vannucci, Massimiliano Piccioli, Laura Sparavigna, Renzo Pampaloni, Nicola Armentano, Benedetta Albanese, Cosimo Guccione, Alessandra Innocenti, Enrico Conti, Letizia Perini.

Con la Lista Nardella entrano Alessia Bettini, Alessandro Martini e Marco Del Panta Ridolfi. Con il centrodestra, oltre al candidato sindaco Ubaldo Bocci, fermo al 24,9%, entrano Federico Bussolin, Emanuele Cocollini, Andrea Asciuti, Luca Tani, Antonio Montelatici, Michela Monaco (Lega), Alessandro Draghi e Francesca Lorenzi (FdI) e Jacopo Cellai (Forza Italia).

Ai 5 Stelle spettano due seggi, uno va a Roberto De Blasi (6,6%), che correva per la poltrona di sindaco e l’altro a Lorenzo Masi. Due seggi anche alla Sinistra con Antonella Bundu, (il 7,2% per lei alle urne) e Dmitrij Palagi Gabriellovic (Firenze Città Aperta).

Si diceva del giallo che intreccia i destini di Forza Italia e FdI con la prima lista che ha superato la seconda per un pugno di voti (azzurri al 4,25% e 7.630 voti, meloniani 4,24% con appena 13 croci in meno in cabina). Un fotofinish al cardiopalma che, sulla carta, dovrebbe premiare i ‘berluscones’. Oltre a Cellai dovrebbe dunque entrare anche Mario Razzanelli (secondo in lista con 343 preferenze).

Dalla proiezione fornita dal Comune che ha adottato il metodo D’Hondt, tuttavia, in Consiglio a Forza Italia - nonostante il sorpasso – spetterebbe un seggio solo (e due a FdI). «Sono tranquillo, si tratta di un errore – spiega Razzanelli – Forza Italia è avanti e il seggio spetta a me». L’ultima parola tocca all’ufficio centrale elettorale, riunito in queste ore al Parterre che, con il ricalcolo dei resti, metterà la ceralacca sull’esatta e definitiva ripartizione dei seggi riportando presumibimente le cose in ordine.