Firenze, 14 febbraio 2018 - Braccialini spa viene dichiarata fallita dal tribunale di Firenze e "muore". Il marchio Braccialini, invece, vive in Graziella Group che lo acquisì nel 2017 come ramo d'azienda rilevandone produzione, maestranze storiche e commercializzazione degli articoli in pelle.

Cala il sipario, dunque, sulla storica società fiorentina della moda con la decisione del tribunale fallimentare di Firenze a procedere alla dichiarazione di fallimento revocando l'ammissione al concordato preventivo e rigettando la domanda di omologa. Il penultimo cda aveva chiesto l'ammissione al concordato preventivo nel giugno 2016. E adesso il tribunale decreta che per "Braccialini vi era l'impossibilità tecnica di una gestione che, pur sgravata da oneri finanziari, dall'ansia delle azioni esecutive e supportata dalla collettività tramite ricorso massiccio a cassa integrazione, era ormai decotta".

Per il tribunale c'è "una notevole alea rispetto a partite essenziali di attivo e passivo" e "plurime incertezze gravano sul concordato" quindi "non può ritenersi 'assicurato' il pagamento del 20% minimo ai creditori". Risultato, niente concordato preventivo.

Il cda attuale col fallimento decade, mentre al curatore fallimentare resteranno da gestire alcuni asset: gli immobili, un magazzino in comune con Graziella Group (ma con una parte autonoma) e alcuni marchi rimasti in casa. Nella richiesta di ammissione al concordato avrebbe giocato contro anche una vicenda collocata nel 2016 cioè l'emissione di fatture a quattro società di fornitori, tutti creditori cinesi. Accordi che per i giudici fallimentari sarebbero "relativi a duplicazioni di fatture e pagamento 'per spalmatura'» di debiti pregressi, già maturati con gli stessi quattro. Operazioni per alcune complessive centinaia di migliaia di euro in tempi vicini, prima e dopo, alla richiesta di concordato.

Per il tribunale sono accordi legalmente sconvenienti, ostativi all'ammissione al concordato, basati su "emissione plurima di fatture, cambiandone la data, e su inclusione di creditori chirografari anteriori al concordato in nuove fatture attraverso la spalmatura di crediti anteriori al fallimento".

Un legale di Braccialini, l'avvocato Francesco D'Angelo sottolinea "la trasparenza e la correttezza di questo consiglio d'amministrazione che ha ottenuto risultati significativi perseguendo sempre e solo l'interesse di tutti i creditori e i lavoratori". Da capire ora i riflessi che la dichiarazione di fallimento potrebbe avere sull'inchiesta per bancarotta della procura di Firenze. Un'inchiesta con oltre 25 indagati, membri dei cda e sindaci revisori che furono in carica tra 2011 e 2014 quando la crisi aziendale si acuì.