Addio a Giuliano Gori, il cordoglio della Toscana

Il governatore Giani: “Ha lasciato esperienze di bellezza e creatività che sono diventate patrimonio di tutti”

Giuliano Gori

Giuliano Gori

Prato, 26 gennaio 2024 - “Ci sono uomini che con la loro passione, la loro generosità, la loro intelligenza riescono a costruire esperienze di bellezza e creatività che diventano patrimonio di tutti. Giuliano Gori, geniale ideatore della straordinaria collezione d’arte ospitata nella Fattoria di Celle a Pistoia, è stato uno di questi”.

Il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, ricorda così l’imprenditore e collezionista pratese scomparso oggi. “Fin dagli anni ‘70 – prosegue – Gori fu protagonista di questa straordinaria esperienza, invitando a realizzare opere d’arte artisti di livello internazionale e grazie a lui la Toscana ha potuto ospitare una delle esperienze di land art più importanti in Europa”. “Giuliano Gori – ricorda da parte sua l’assessore Stefano Ciuoffo – ha saputo unire le qualità del grande uomo d’impresa con quelle dell’appassionato d’arte, accompagnando la sensibilità per i nuovi linguaggi del contemporaneo con la valorizzazione dei contesti ambientali chiamati a sposarsi con le creazioni degli artisti”.

Il sindaco Matteo Biffoni, l'assessore alla Cultura Simone Mangani e tutta la giunta esprimono il loro cordoglio per la scomparsa di Giuliano Gori. "Con Giuliano Gori se ne va il Novecento dell'arte della nostra città e della sua relazione con il mondo - dichiarano il sindaco Biffoni e l'assessore Mangani -. Imprenditore, innovatore, amante riamato degli artisti e delle artiste, ha fatto della storica Fattoria di Celle il prototipo italiano dell'arte ambientale grazie all'intuito, alla capacità di sperimentare, alla sapienza nell'interpretare le possibilità che un luogo immerso nella natura poteva offrire. Lewitt, Cecchini, Burren, Barni, Corneli e mille altri hanno lavorato con lui e per lui in una relazione feconda e unica. Assieme a Bertini è stato decisivo per l'arrivo di Henry Moore a Prato e ancora nel 2012 grazie a lui la collezione pubblica del Museo di Palazzo Pretorio si arricchisce della donazione Lipschitz. Socio fondatore del centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci, capostipite di una famiglia innamorata dell'arte contemporanea, Giuliano Gori è stato esempio inimitabile e libero. Ai figli, ai nipoti, ai familiari tutti un pensiero e un abbraccio".

“Un pensiero grato e riconoscente va a Giuliano Gori per quanto ha fatto per la città e per la Chiesa di Prato, è stato non solo un grande collezionista d’arte, ma un mecenate che ha contribuito a rendere unica la nostra Cattedrale”. Sono le parole del vescovo di Prato monsignor Giovanni Nerbini. A Gori e alla sua munificenza si deve infatti il nuovo presbiterio del Duomo di Prato, realizzato nel 2001 da Robert Morris, uno dei più grandi artisti internazionali, che fece l’altare in marmo bianco di Alcantara, l’ambone e un candelabro. Non solo: nello stesso periodo Giuliano Gori donò una antica testa di un Crocifisso di legno policromo del 1230 al Museo dell’Opera del Duomo. Se ne erano perse le tracce e quando la Diocesi lo trovò nel catalogo di un’asta si rivolse a Gori, perché non sarebbe stato possibile per la chiesa pratese acquistarla. Gori la comprò e la donò al Museo dell’Opera del Duomo. Un vero mecenate.

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