Vlahovic, unica nota lieta di questo campionato viola (Foto Schicchi)
Vlahovic, unica nota lieta di questo campionato viola (Foto Schicchi)

Firenze, 3 maggio 2021 - Mancano ancora quattro tappe per concludere questo disgraziato campionato della Fiorentina, quattro partite da non sbagliare per evitare brutte sorprese in chiave salvezza. Dopo il rocambolesco pareggio di Bologna, la zona retrocessione si è leggermente allontanata passando dai tre punti di vantaggio sul Cagliari ai quattro punti di margini sul Benevento quart'ultimo. Un vantaggio per nulla rassicurante, soprattutto tenendo conto del calendario impegnativo, soprattutto alla luce dei molti limiti palesati dalla squadra gigliata.

Il calendario, infatti, prevede  Fiorentina-Lazio, sabato 8 maggio alle  20.45; poi la trasferta a Cagliari mercoledì 12 maggio alle 18.30; anticipo domenicale il 16 maggio alle 12.30 contro il Napoli. A chiudere (giorno e orario da definire) l'ultima sfida, a Crotone, nel weekend del 23 maggio. 

Il destino, comunque, è nelle mani dei viola: quattro punti di vantaggio, quattro partite da disputare e quattro mosse da non sbagliare. Vediamo quali.

La miglior difesa è la... difesa

Nessuno pretende che proprio nel finale la Fiorentina riesca a correggere una fase difensiva quasi sempre insufficiente (per usare un eufemismo) che ha fatto perdere ai gigliati molti punti per strada. Errori individuali e di impostazioni tattiche hanno offerto sul piatto d'argento occasioni e gol agli avversari: 57 reti subite in 34 gare, terrificante. Le tre reti confezionate da Vignato (assist) e Palacio (tripletta) proprio a Bologna sono lo specchio di questo fenomeno. Tuttavia, in queste ultime quattro gare bisogna cercare di correggere quello che si può correggere, evitare errori marchiani e assopimenti improvvisi. Vlahovic segna tanto (e meno male!!! Non vogliamo pensare dove sarebbe altrimenti la squadra viola), ma non può bastare se poi si lascia campo libero agli avversari.

I calcoli da eliminare

Altra mossa fondamentale è quella di non fare calcoli. Sul web, nei bar, nelle discussioni tra tifosi gli ottimisti fondano le proprie ragioni sull'ultima  partita in casa del retrocesso Crotone. Se lo facesse anche la squadra sarebbe un errore pericolosissimo, così come pericoloso sarebbe fare tabelle, calcoli di qualsiasi genere, sia che siano fatti in chiave catastrofica che in chiave speranzosa.

Giocare per vincere

Come logica conseguenza del punto 3, l'unica cosa da fare (dopo aver puntellato alla bell'e meglio la difesa) è quella di giocare per vincere e non solo contro le dirette avversarie. Anche se con la Lazio e il Napoli sembra un'impresa improba, un atteggiamento remissivo sarebbe rischioso, anche perché terrebbe il pallone molto a lungo in area viola, con l'aumento dei rischi di amnesie di cui sopra.  Pure lo scontro diretto a Cagliari non può essere vissuto con paura e cercando il punticino. Di fronte a una squadra in salute fisica e (soprattutto) mentale come quella sarda aumenterebbero le probabilità di perdere. Oltretutto, con un Vlahovic in queste condizioni, non superare il centrocampo sarebbe uno spreco.

Ripassare un po' di storia

In campo non vanno il passato, il blasone, la tradizione: anzi, pensare di salvarsi perché ci si chiama Fiorentina porterebbe al disastro sicuro. D'altro canto, però, non farebbe male a tutta la squadra e all'ambiente viola ricordare il posto (tutt'altro che marginale) che la Fiorentina occupa nella storia del calcio italiano e internazionale. Non sarebbe male sentire il peso (in positivo) di una maglia gloriosa e di una storia prestigiosa che rappresenta nel calcio una delle più belle città del mondo. Ecco, dando sostanza allo slogan, più volte ripetuto, "Noi siamo Firenze", magari si trovano anche energie nuove per scongiurare quello che non vogliamo nemmeno nominare.