Simone Fanfani e Diego Mecocci. A fianco l'infrastruttura di HiGoal
Simone Fanfani e Diego Mecocci. A fianco l'infrastruttura di HiGoal

Firenze, 16 luglio 2019 - Highlights dalla Serie D alla Terza categoria, passando per l'universo del calcio giovanile. Un sogno che presto potrebbe diventare realtà. La speranza dei tanti appassionati del calcio dilettantistico di vedere i gol segnati a Grassina, Lastra a Signa, Borgo San Lorenzo, Scandicci o Pontassieve presto potrebbe diventare materializzarsi grazie a una startup creata da due fiorentini.

Parliamo di HiGoal. Perché le prodezze, i gol spettacolari, le papere o le parate fenomenali dei portieri non avvengono soltanto sui campi di serie A, ma anche (e soprattutto) nel calcio del popolo, quello giocato dai ragazzini, quello dei campi di periferia con più terra che erba sul terreno. Così, proprio per risolvere questo problema di visualizzazione del calcio dilettantistico, Simone Fanfani e Diego Mecocci (protagonista come calciatore in Eccellenza e Promozione) hanno pensato a HiGoal.

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Le origini. Simone Fanfani, fiorentino di 35 anni laureato in finanza, lavora su HiGoal dal 2015, quando ha iniziato a filmare alla vecchia maniera qualche partita all'Affrico. Ore di riprese e di montaggio "classico" per creare qualche clip da far vedere ai genitori o da mettere su YouTube. L'idea piace, ma siamo appena all'inizio di quella che sarà tutta un'altra storia. La svolta avviene quasi per caso, nello specifico dopo aver visto che a una partita di Under 17 (Fiorentina-Novara) ci sono tre persone che filmano la gara con tre telecamere diverse. "Erano due giocatori fuori squadra, uno della Fiorentina e uno del Novara - dice Fanfani -. In più c'era un'osservatore della Juventus, arrivato apposta da Roma per filmare la partita che avrebbe poi mandato alla società bianconera con un WeTransfer. Mi dissi subito che quelle persone erano davvero troppe. Non c'era organizzazione, quel processo poteva essere automatizzato". Il passo successivo diventa quello di allargare la base, coinvolgere qualcuno che permetta di automatizzare il processo di ripresa. Ma non solo.

L'aiuto. Fanfani si rivolge così al Micc (Media Integration and Comunication Center) dell'Università di Firenze che lo aiuta nella progettazione di un prototipo (hardware e software) che consenta di riprendere le partite su un campo sportivo. Come? Attraverso due telecamere fisse collegate a un computer. Un algoritmo, sviluppato e affinato nel tempo, replica di fatto le funzioni di un cameraman. Una volta acceso (attraverso uno smartphone) il sistema, le telecamere seguono la partita, i dati vengono scaricati su un computer che poi processa il materiale, riconoscendo un'azione pericolosa, un gol e generando appunto gli highlights. "La rivoluzione digitale purtroppo non è arrivata nei dilettanti - prosegue Fanfani -, HiGoal ha l'obiettivo di dare una spinta a questo processo di digitalizzazione. Per ora il sistema attuale è presente al campo della Floria 2000, dove abbiamo registrato tante partite e accumulato molto materiale. Il costo attuale è di 2500 euro. Vogliamo diventare però presto un'azienda. In questo modo anche i costi dell'impianto e dell'installazione diventerebbero inferiori".

Hi Goal durante alcune riprese

Verso l'Oriente. Lo scorso febbraio, grazie all'intervento di Confindustria Giovani Toscana, Fanfani ha potuto iniziare a credere davvero alla possibilità di dare sostanza ad HiGoal. Un viaggio di una settimana in Cina, per iniziare a guardarsi intorno e capire che margini avesse HiGoal in estremo Oriente. "Quale posto migliore della Cina - confessa Fanfani - per parlare del nostro progetto legato al calcio. In Cina stanno puntando davvero sulla crescita di questo sport. La riforma governativa ha fissato obiettivi chiari: arrivare a 50mila società sportive, allargare sempre di più la base dei giovani che giocano a calcio. L'obiettivo è quello di vincere il Mondiale del 2050 e per raggiungerlo è in atto un primo piano di investimenti ventennale. In questo contesto, ho riscontrato subito gradimento per la startup HiGoal". Una settimana però non basta per trovare investitori e firmare contratti. Serve più tempo.

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La svolta. La conquista di più tempo per crescere arriva grazie alla vittoria di un bando promosso dal Ministero dello Sviluppo Economico, in collaborazione con ICE (Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane). HiGoal viene selezionato fra le 120 startup italiane che affronteranno un percorso integrato di sviluppo all’estero (Global Start up Program), inteso a rafforzare le capacità tecniche, organizzative e finanziarie per affrontare nuovi mercati. La destinazione scelta per affrontare questo percorso di tre mesi è naturalmente la Cina. Proprio oggi Fanfani partirà alla volta di Shangai, dove porterà HiGoal in uno "Startup accelerator", ovvero una coorte che include connessioni, tutoraggio, componenti educativi del paese ospitante, simile a Murate Idea Park qui a Firenze, comunità che ha aiutato HiGoal nello sviluppo e nella validazione dell’idea.

Il futuro. Dopo questi tre mesi, a fine 2019 HiGoal punta a diventare un'azienda e iniziare a fare business. Le richieste non solo dall'Italia, ma anche da Germania, Francia, Svizzera e... Giappone non mancano. Servono però fondi. Che Fanfani spera possano arrivare da questa spedizione cinese: "HiGoal cerca un partner, un investitore che creda in questo progetto e ci permetta di industrializzarlo. Il nostro obiettivo è quello di lavorare non solo in Italia, ma anche all'estero. In futuro poi perché non coinvolgere anche altre discipline, come ad esempio il basket o il volley. Sarebbe bello e funzionale per gli obiettivi di una società non solo in termini sportivi, ma anche di promozione del marchio".