Il Fiorino d'Oro a Jane Fortune nel 2016 (foto Umberto Visintini/New Pressphoto)

Firenze, 25 settembre 2018 - Addio alla storica dell'arte, giornalista e filantropa statunitense Jane Fortune, fondatrice e presidente di Advancing Women Artists (Awa), organizzazione no-profit per la ricerca, il restauro e la valorizzazione di opere realizzate da donne artiste, conservate in chiese e musei della Toscana.

E' morta domenica notte all'età di 76 anni nella sua casa di Indianapolis, città dove era nata nel 1942, dopo una lunga battaglia contro il tumore. L'annuncio della scomparsa è stato dato oggi da Cloe Lawlor, portavoce di Advancing Women Artists Foundation. Era diventata famosa a Firenze con il soprannome di "Indiana Jane" e grazie al suo impegno 55 opere di donne artiste - che coprono cinque secoli di storia - sono state restaurate ed esposte al pubblico in luoghi prestigiosi come la Galleria degli Uffizi, Santa Croce, l'Accademia e il Museo di San Marco. "Da persona educata ed elegante quale era, ci ha lasciati", ha precisato Lawlor, subito dopo che è stata inaugurata la mostra "Artiste. Firenze: 1900-1950", realizzata, con la sua organizzazione no-profit Advancing Women Artists insieme alla Fondazione Cr di Firenze.

Martedì 9 ottobre, alle ore 18, sarà officiata una cerimonia in memoria di Jane Fortune nella Basilica di Santa Croce a Firenze. Jane Fortune è stata una collaboratrice del giornale fiorentino, in lingua inglese, "The Florentine", in cui scriveva su argomenti d'arte sin dalla sua fondazione nel 2005. I suoi interventi nella sezione Mosaici (2005-2008), sono stati raccolti nel volume "To Florence con amore". I suoi successivi scritti sono focalizzati sul recupero e la valorizzazione delle donne artiste. Il suo volume "Invisible Women" (2009) illustra le opere di pittrici che hanno lavorato a Firenze e le cui opere necessitano di interventi di reastauro. Nel 2009 il libro è stato presentato agli Uffizi e nel 2012, assieme a Linda Falcone, ha pubblicato "Art by Women in Florence: A Guide through Five Hundred Years", una guida che illustra la localizzazione delle donne artiste nei musei e nelle gallerie fiorentine. Nel 2010 ha ricevuto la laurea honoris causa in Lettere dalla Indiana University per la sua attività filantropica in Italia e negli Stati Uniti. Nel 2013 ha ricevuto il Tuscan-American Association Award per il suo contributo alla cultura di Firenze. Nel novembre 2016 ha ricevuto il premio Fiorino d'oro dal Comune di Firenze.

IL RICORDO DI NARDELLA  ''La cara Jane Fortune ci ha lasciato troppo presto ma avremo per sempre nel cuore la sua passione per l'arte, per la divulgazione e soprattutto l'estrema ricerca della valorizzazione della figura femminile''. Lo afferma il sindaco di Firenze, Dario Nardella, appreso della morte di Jane Fortune. Jane Fortune è stata filantropa, studiosa e appassionata di arte, è stata la fondatrice e la presidente di Advancing Women Artists (Awa), un'organizzazione no-profit per la ricerca, il restauro e la valorizzazione di opere realizzate da donne artiste, conservate in chiese e musei della Toscana. Nel 2016 le fu conferito il Fiorino d'oro. Sotto la sua guida, 55 lavori di donne artiste - che coprono cinque secoli di storia - sono stati restaurati ed esposti al pubblico in luoghi prestigiosi come la Galleria degli Uffizi, Santa Croce, l'Accademia e il Museo di San Marco. L'impegno decennale di Jane Fortune per recuperare l'opera di Plautilla Nelli ha gettato le basi per la prima mostra personale dell'artista rinascimentale fiorentina nel 2017 agli Uffizi. Per la natura del suo lavoro di ricerca, Jane Fortune è diventata famosa a Firenze col soprannome di ''Indiana Jane''. ''Uno degli ultimi impegni che Jane ha portato avanti - continua Nardella - è il restauro dell'Ultima cena di Plautilla Nell ed è stato già previsto che al termine l'opera sarà esposta permanentemente nel museo di Santa Maria Novella. Sarà anche una straordinaria occasione per ricordare Jane e il suo lascito più importante: avere sempre in mente come fondamentale sia il ruolo delle donne nel progresso scientifico, culturale e tecnologico del nostro paese e soprattutto che la cultura non è mai fine a se stessa ma un mezzo di formazione della nostra comunità e del nostro essere cittadini del mondo''.