Firenze, 11 settembre 2019 - Un vero e proprio dream team, immaginate seduti attorno a un tavolo pittori, scultori, architetti, orafi e ricamatori, il massimo della Firenze di allora, chiamati per dare il loro parere su dove collocare il magnifico David di Michelangelo, commissionato al Buonarroti dall’Opera di Santa Maria del Fiore. In quella riunione c’erano: Sandro Botticelli, Andrea della Robbia, Simone del Pollaiolo, Filippino Lippi, il Perugino, Cosimo Rosselli, Piero di Cosimo, gli architetti Giovanni e Antonio da Sangallo e il genio dei geni Leonardo da Vinci. Nomi che oggi fanno venire i brividi per la loro grandezza planetaria.

Probabilmente nella Firenze degli inizi del ‘500 poteva sembrare una cosa normale, visto che per la strade della città giravano, appunto, artisti come Raffaello, Michelangelo e Leonardo. Quella riunione fu convocata dall’Opera di Santa Maria del Fiore il 25 gennaio del 1504, mentre Michelangelo sta finendo di scolpire il David, per chiedere ai maggiori artisti fiorentini dell’epoca un parere sulla scelta del posto più adatto per collocare quello che i fiorentini chiameranno “il gigante” per la sua imponenza. Le cronache raccontano di un dibattito molto acceso e di quella riunione esiste ancora il verbale originale, conservato nell’Archivio dell’Opera di Santa Maria del Fiore, esposto ora nel museo dell'Opera del Duomo fino al 3 novembre, a distanza di ottanta anni dalla sua ultima visione pubblica, avvenuta a Milano, su richiesta di Mussolini, nel 1939.

“Si tratta di un documento eccezionale di una stagione fiorentina irripetibile” osserva Antonio Natali, curatore dell’esposizione. Il documento, unico nel suo genere, viene fatto vedere in occasione del cinquecentanario della morte di Leonardo, nella sala della Pietà di Michelangelo, fino al prossimo 3 novembre, da sottolineare che viene esposto proprio negli stessi ambienti in cui cinque secoli fa il Buonarroti scolpiva il suo David, si tratta dell’antica sede dell’Opera in piazza Duomo, progettata dal Brunelleschi. Nel verbale, che comprende più carte raccolte in un volume, si potrà leggere il parere espresso da Leonardo “…che stia nella loggia”, mentre le altre pagine, non essendo possibile farle vedere in originale, sono esposte in fac simile, facilmente leggibili perché accompagnate da una trascrizione.

Alla presentazione della mostra sono intervenuti anche il direttore dell’Opera di Santa Maria del Fiore, Lorenzo Luchetti; il direttore del Museo dell’Opera del Duomo, Timothy Verdon e l’archivista dell’Opera di Santa Maria del Fiore, Lorenzo Fabbri. Con un video (realizzato da Art Media Studio), inoltre, verranno mostrate tutte le varie ipotesi di collocazione del David, emerse da quella famosa riunione del 25 gennaio 1504 e la ricostruzione del trasferimento della statua dall’Opera fino a piazza della Signoria. Dal verbale non emerge una proposta secca, il genio di Vinci, però, come la maggior parte dei partecipanti, sposò la soluzione avanzata da Giuliano da Sangallo, il suo fu un parere conciso ma molto chiaro.

“Io confermo - dice Leonardo - che stia nella loggia dove detto Giuliano in su el muricciolo dove s’appiccano le spalliere allato al muro con ornamento decente et in modo non guasti le cerimonie della uffici”. A decidere, però, fu la politica. Era la Firenze della Repubblica di Pier Soderini, il David fu posizionato sull’arengario di Palazzo Vecchio, nonostante i pareri richiesti, probabilmente così era stato deciso, anche prima di quella famosa riunione del dream team.