Firenze, 17 giugno 2019 -  I  due cani di Franco Zeffirelli, specie negli ultimi tempi erano una sorta di ancora a ciò che è stato e che continua ad essere, ogni tanto il regista allungava la mano e il solo sentire il loro pelo lo tranquillizzava. Chissà quante volte l’avrà fatto nello stesso giorno, chissà quanto affetto trovava nei suoi due Jack Russell. Tante volte come racconta alla Nazione il figlio Pippo. Franco Zeffirelli e i suoi due cani, rappresenta una storia che si consuma con la morte del padrone, un lungo cuscino fitto di fiori bianchi adagiati dietro alla bara del padrone, aperti uno ad uno dal fioraio è l’unico segno di vicinanza dei due cani, il loro dolore non fa rumore, ma sintetizza l’affetto che c’era tra il maestro e i suoi due Jack Russell, vivevano insieme da ben tredici anni, ora sono rimasti soli e da quando è morto Zeffirelli non mangiano, soffrono. “Cercheremo di dargli lo stesso amore che gli dava mio padre” dice Pippo. Chissà se basterà.

E a  metà pomeriggio erano già migliaia le persone venute a dare l’ultimo saluto a Franco Zeffirelli, morto sabato scorso a Roma all’età di 96 anni. Si stima che a fine serata saranno circa 9mila le persone venite ad omaggiare il grande regista.

La mitica voce di Maria Callas come sottofondo interrompe il silenzio che circonda la camera ardente allestita nel magico Salone dei Cinquecento a Palazzo Vecchio. Lo squillo delle chiarine e tutta la giunta comunale accolgono l'ingresso del feretro posizionato davanti alla Tribuna dell’Udienza, dietro il Gonfalone, sono decine le persone, tanti giovani, che passano per l’ultimo saluto, un flusso ininterrotto, molti si fermano danno una carezza alla bara e si allontanano silenziosamente, ai lati quattro file di sedie per chi vuole fermarsi a pensare ai ricordi e alla mastodontica attività teatrale e cinematografica del noto maestro fiorentino, dal carattere spigoloso ma amato dalla sua città, da sempre appassionato tifoso della Fiorentina, non a caso nel Salone dei Cinquecento sono arrivati insieme Giancarlo Antognoni e il braccio destro di Rocco Commisso, Joe Barone, una spilla dei Viola adagiata sulla bara e una maglietta con il numero 1 siglata Zeffirelli, ricordo della passione calcistica di Zeffirelli.

Molto toccante la visita di Narciso Parigi, piange seduto su una sedia con il sindaco Nardella che lo abbraccia, il noto cantante Andrea Bocelli invece non potendo esserci ha inviato un cuscino di rose bianche con sopra una fascia che riporta il nome del cantante di Lajatico. Ad omaggiare il grande regista anche l’ex presidente del Consiglio, Mario Monti, accompagnato dal presidente dell’Istituto universitario europeo di Fiesole, Renaud Dehousse, accolto da Nardella. Presenti anche lo stilista Ermanno Scervino, il soprintendente del Maggio Musicale Fiorentino Cristiano Chiarot e il presidente della LegaPro di calcio Francesco Ghirelli.

Nardella abbraccia i figli adottivi del regista, Luciano e Pippo. Attese Katia Ricciarelli e in serata dalla Germania dovrebbero arrivare le gemelle Alice ed Elen Kessler da sempre amiche del maestro scomparso. In mattinata a Palazzo Vecchio arriva anche Elisabetta Casellati, presidente del Senato: "Sono venuta a rendergli omaggio qui a Firenze, nella sua città: il maestro Zeffirelli rappresenta l'eccellenza e la genialità italiana nel mondo. Ha lavorato nei palcoscenici più prestigiosi e ha tenuto alta l'immagine dell'Italia anche come senatore della Repubblica. E' stato un uomo libero, come deve essere libera l'arte in tutte le sue articolazioni”.

Nutrita la presenza bipartisan dei politici. Tra i volti noti è arrivato a Firenze anche il critico d’arte Vittorio Sgarbi. Domani i funerali solenni in Duomo alle 11, a celebrare la messa il cardinale di Firenze, Giuseppe Betori. Atteso anche l’arrivo di Silvio Berlusconi e Gianni Letta, Zeffirelli è stato senatore di Forza Italia per due mandati dal 1994 al 2001.