Via i sigilli dall’Astor. E sul racket delle stanze processo all’orizzonte

FIRENZE A quasi sei mesi di distanza dalla scomparsa di Kata, l’indagine sull’hotel Astor ...

Via i sigilli dall’Astor. E sul racket delle stanze processo all’orizzonte
Via i sigilli dall’Astor. E sul racket delle stanze processo all’orizzonte

FIRENZE

A quasi sei mesi di distanza dalla scomparsa di Kata, l’indagine sull’hotel Astor mette un primo punto. Anzi, due.

Il primo: il pubblico ministero Christine Von Borries ha chiuso le indagini sul cosiddetto “racket delle stanze“, filone cronologicamente antecedente alla scomparsa della piccola peruviana ma forse collegato a quell’episodio. Quattro gli indagati, tra cui lo zio materno della piccola, Abel Argenis detto Dominique.

Il secondo: l’albergo di via Maragliano non è più sotto sequestro. Significa che ora quel buco nero nel cuore pulsante della città in qualche modo dovrà essere riempito, onde evitare altre occupazioni. Perché l’illegalità che regnava nella ex struttura ricettiva, invasa con il benestare del movimento lotta per la casa nel settembre 2022, avrebbe innescato una "illegittima attività di compravendita del diritto a occupare le stanze" ben lontana dalle finalità “sociali“ che avevano ispirato l’occupazione. Secondo le accuse della procura, Carlos Martin De La Colina Palomino, detto “il dueno“ o “Carloncho“, assieme al suo braccio destro Abel, lo zio della piccola scomparsa, e altri due peruviani (Nicolas Eduardo Lenes Aucacusi e Carlos Manuel Salinas Mena, tutti difesi dall’avvocato Elisa Baldocci), avrebbero preteso somme tra i 600 e i 700 euro per ogni nuovo ingresso nelle camere dell’albergo, incassato un “pedaggio“ per ogni visita di parenti o amici, e taglieggiato gli altri occupanti con le costanti richieste di piccole somme motivate dalla necessità di eseguire interventi di manutenzione ma che in realtà sarebbero finiti nelle loro tasche. All’Astor, inoltre, ci sarebbe stata un guerra fra bande, culminata nell’episodio del 28 maggio quando un occupante ecuadoregno, per sfuggire a un’aggressione con mazze da baseball e bastoni, si gettò dalla finestra della sua stanza all’ultimo piano. Questo clima potrebbe aver innescato la ritorsione verso la famiglia di Kata?

ste.bro.

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