Una città difficile senza gli anticorpi di una metropoli

Erika

Pontini

Quelle immagini fanno scalpore perché sbattono in faccia a tutti cosa accade nelle strade della civilissima Firenze, simbolo di un contesto urbano che si sta desertificando, perfino sotto il profilo umano. Sarà che non ci sono più residenti e bottegai, sarà che la gente ha paura, sarà che si è persa la dimensione civica e si è piombati in una realtà metropolitana, senza le contromisure per affrontare il passaggio, sarà che in un mondo che costringe ad andare a mille all’ora, non c’è nemmeno più il tempo per fermarsi ad assistere un anziano. A fare male è la gente che passa e neanche si volta mentre lui fiero e sportivo potrebbe essere nostro nonno a combattere sul marciapiede in difesa di un ricordo e della propria dignità.

Purtroppo anche Firenze fa conti quotidiani con gli scippi, le rapine in strada, le spaccate alle vetrine, le baby gang che terrorizzano grandi e piccoli, con buona pace dei politici di qualsiasi colore e schieramento. E non parliamo del rapporto-Confcommercio: i numeri dell’insicurezza – insieme al video dell’anziano – hanno costretto tutti, ministro compreso, a interrogarsi e mettersi intorno a un tavolo. Per adesso a ribadire la promessa di più agenti.

La condanna è stata unanime e purtroppo anche la canizza elettorale (e questo non aiuta di certo) eppure il problema sicurezza si risolve con l’aiuto di tutti, senza i paraocchi di ideologie o divisioni: la tranquillità della gente non dovrebbe essere un vessillo di destra o di sinistra ma un bene comune da garantire a tutti i cittadini. Alcuni fatti sono incontrovertibili: il balordo di turno è un clandestino che aveva chiesto la protezione e ha alle spalle accuse di spaccio, furto e violenza sessuale. E’ stato fermato dalla polizia, brava a individuarlo in un batter d’occhio perché altrimenti sarebbe stato al massimo denunciato, in libertà. Ma per quanto odioso, l’episodio è destinato a seguire un iter giudiziario ballerino. Tra qualche mese sarà nella stessa o in un’altra strada a fare l’unica cosa che sa fare, delinquere. Magari era anche arrivato con altri sogni e progetti. Ma la sicurezza non si garantisce con i se. La speranza è che un fatto divenuto eclatante, grazie a un video e al coraggio di denunciare pubblicamente, possa diventare un elemento di sostanza per proteggere i più deboli: i giovani, le donne e gli anziani.