Un tango per l’ultimo addio a Staino: "Sapevi tenere unite le persone"

Da Guccini a Vecchioni, da Riondino alla Schlein. Nel Salone dei Cinquecento l’estremo saluto al vignettista

Il tango argentino ‘Por una cabeza’ di Carlos Gardel a fare da colonna sonora all’ultimo saluto a Sergio Staino. Il tango, passione musicale del papà di Bobo, capace di regalare quelle sensazioni passionali ma allo stesso tempo malinconiche, ha accompagnato la cerimonia laica, organizzata nel salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, gremito fino all’inverosimile per l’uomo, l’artista, l’intellettuale.

A tenere le fila della commemorazione, l’amico Paolo Hendel, che insieme ad Adriano Sofri è stato vicino a Staino e alla famiglia in questi mesi difficili di malattia. E il primo ringraziamento per il sostegno è andato proprio a tutto il personale sanitario di Torregalli e del centro Don Gnocchi. Da qui sono voluti partire familiari e amici.

Una commemorazione leggera, mai banale o triste, con tante personalità arrivate a Palazzo Vecchio proprio per testimoniare l’affetto nei confronti di un trascinatore, uno a cui era difficile se non impossibile dire di no, tanto da finire coinvolti in tante delle sue iniziative.

Oltre a Hendel, c’erano David Riondino, Roberto Vecchioni, Francesco Guccini, Lella Costa. Presenti anche i vignettisti Ellekappa e Altan. E poi Carlin Petrini, il fondatore di Slow food. Il papà di Bobo non era solo arte e creatività; in tanti hanno voluto ricordare il suo impegno civico e civile, i suoi valori di sinistra ma declinati in maniera anarchica, a volte divergente rispetto ai ‘dogmi di partito’.

E forse proprio per questo la segretaria del Pd, Elly Schlein è arrivata da Roma per rendere omaggio a Staino. Con lei, il sindaco Dario Nardella, con il primo cittadino di Scandicci, Sandro Fallani, il segretario regionale del Pd, Emiliano Fossi, il governatore Eugenio Giani, con l’assessore regionale, Monia Monni e la colleghe fiorentine Sara Funaro, Maria Federica Giuliani e Alessia Bettini . "Nella sua vita – ha detto Hendel – Sergio è stato bravo a tenere insieme le persone. Era sempre pieno di idee. Sapeva come cavarsela, cosa fare e cosa dire".

Commozione alle parole della figlia Ilaria: "Non è sempre stato facile essere tua figlia, spesso trovavamo nelle vignette cose che succedevano in casa, ma siamo sempre stati orgogliosi, io e Michele (il fratello ndr), di averti come babbo. La mattina ci svegliavi ed entravi nella stanza recitando l’Alfieri: Bell’alba è questa. In sanguinoso ammanto. Sei stato un babbo e uomo buono, generoso e appassionato". Michele, musicista, ha curato i brani che hanno accompagnato la commemorazione del padre. Accompagnato da un altro grande amico di Staino, Gianni Coscia fisarmonicista di 93 anni. "Per Sergio – ride Hendel mentre racconta il dialogo telefonico avuto con lui – vengo a suonare anche morto".

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