COSIMO CECCUTI
Cronaca
Editoriale

La memoria da tutelare

Da quasi cento anni Firenze attende una sede destinata ad accogliere il Museo del Risorgimento. Inaugurato nel 1919, si trovava nel chiostro grande di Santa Maria Novella, smobilitato poi negli anni ’30 per dare maggiore spazio alla Scuola Sottufficiali dei Carabinieri, finendo nei depositi delle Oblate e altrove: qualche pezzo è in Palazzo Vecchio, nelle salette dedicate a Firenze capitale. Restituire documenti, cimeli, quadri, uniformi d’epoca al pubblico e agli studiosi è un obiettivo di interesse comune che debbono porsi i candidati a sindaco. Firenze, col voto di unione al Regno di Sardegna nel marzo 1860, è stata fondamentale per l’unità nazionale, così come nei sei anni della capitale sulle rive dell’Arno, fra 1865 e 1871, ha svolto un ruolo determinante nell’avvio del processo di unificazione del Paese. Per non parlare della lingua, radice della nostra identità. Non si tratta dunque di patriottismo retorico, piuttosto di richiamare la memoria storica in funzione della formazione civica delle nuove generazioni.

Roma, Torino, Milano accolgono in ampi, storici spazi i musei del Risorgimento; e non mancano specifiche realtà, fedeli custodi dell’epopea garibaldina: Marsala, Mentana, l’isola di Caprera. A settembre a Ravenna – merito della locale Fondazione Cassa di Risparmio – si aprirà il Museo Byron a Palazzo Guiccioli, dove accanto al multimediale si avrà l’esposizione della collezione garibaldina di Bettino Craxi e di alcuni pezzi delle raccolte di Giovanni Spadolini, concessi in comodato. È un modello da seguire, in grado di unire l’emozione per le testimonianze d’epoca alle suggestioni create dalla più avanzata tecnologia. Non solo. Firenze è anche città medaglia d’oro della Resistenza: si potrebbe unire, nello stesso luogo, il primo e il secondo Risorgimento. Lo fece già, idealmente, il pittore siciliano Renato Guttuso nell’ultimo grande dipinto di contenuto risorgimentale, ’La battaglia di Ponte dell’Ammiraglio’ del 1952, dove ha raffigurato i garibaldini della spedizione dei Mille, alle porte di Palermo, col volto dei protagonisti della Resistenza, da Luigi Longo a Giancarlo Pajetta. Quell’opera esposta oggi agli Uffizi, a San Pier Scheraggio, sintetizza un valore comune: la lotta per la libertà.

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