Firenze, 3 giugno 2020 - Tutti in coda, come 85 giorni fa. Solo che stavolta non sono turisti che arrivano da chissà dove, ma fiorentini per lo più, o italiani che si sono alzati all'alba per essere a Firenze proprio oggi.

Alle 14 in punto, le porte della Galleria degli Uffizi che sono riaperte e hanno detto addio al periodo di lockdown. E ad accogliere i primi numerosisissimi visitatori è stato il direttore Eike Schmidt, che valuto aprire di persona  il portone sul piazzale degli Uffizi, tra l'entusiasmo e l'applauso delle persone già in fila. Con tanto di mascherina tricolore, è passato in  mezzo alle due file, quella dei prenotati, più di 400, e quella di chi ha tentato mettendo in conto la pazienza dell'attesa.

Al mattino si è svolta la cerimonia di riapertura nella Sala della Niobe con tanto di benedizione dell'arcivescovo Giuseppe Betori e l'intevento del sindaco Dario Nardella, del prefetto Laura Lega, il rabbino di Firenze Gad Fernando Piperno, l'imam Izzedin Elzir e il presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani. 
«La rinascita del Paese comincia dall'arte - ha detto Schmidt -. Quello che parte da Firenze, oggi, con la riapertura del primo museo italiano è un segnale importante e simbolico. Sarebbe bellissimo che il modello di visita e turismo rilassati che si sperimentano qui agli  Uffizi in questo particolare momento storico diventi stabilmente il modello per il turismo di domani. Gli Uffizi hanno un ruolo di incubatore economico per tutta Firenze e per tutto il Paese essendo il museo più visitato in Italia. Abbiamo perso 12 milioni di euro in questi 85 giorni di chiusura, ma Firenze in realtà ha perso molto di più per l'indotto mancato». 
Con le norme di sicurezza per evitare il contagio, il numero massimo di persone che possono stare contemporaneamente all'interno del museo è stato ridotto della metà, passando da 900 a 450, in modo da garantire a ognuno durante il tour in media 44 metri quadrati di spazio.

Nella splendida sala della Niobe, il cardinale ha ricordato che come oggi "Un altro momento di ripresa fu la riapertura degli Uffizi dopo l'alluvione. In quell'occasione il cardinale benedisse gli Uffizi. Oggi il direttore, Eike Schmidt, mi chiede di ripetere lo stesso gesto", ha detto il cardinale recitando la formula e impartendo la benedizione. "Quella degli Uffizi non e' una semplice riapertura, ma qualcosa di più profondo - ha aggiunto il sindaco Nardella -. Forse è una vera e propria rifondazione, una rinascita. Perché se è vero che siamo tutti convinti che nulla potrà tornare come prima, è vero anche che faremo tesoro di quello che ci è successo, a partire dal rapporto con la cultura".