Uccio De Santis al Tuscany. La Puglia in giro per l’Italia

Venerdì prossimo il comico sul palco con "Non so che fare prima" "Osservo il pubblico che ha pagato un biglietto: non posso deluderlo".

Uccio De Santis al Tuscany. La Puglia in giro per l’Italia

Uccio De Santis al Tuscany. La Puglia in giro per l’Italia

Barzellette che diventano dialogo e scambio di battute in uno spettacolo in cui si ride dall’inizio alla fine. È il testo che prende vita, diventa anima e corpo con Uccio De Santis, attore pugliese, che dal suo mantra preferito "Non so che fare prima" ci ha tirato fuori il titolo dello show, scritto insieme al fratello Antonio, che andrà scena venerdì 1 marzo alle 21 al Tuscany Hall a Firenze.

In stile "Mudù" ovviamente, ovvero il celebre programma che va in onda su Telenorba in Puglia dal 2000 in cui De Santis racconta barzellette in piccoli cortometraggi. "Anche se – ci tiene a precisare l’attore - non ci si limita a questo ma è un vero e proprio mix tra tv e teatro. Simuleremo ad esempio una casa in un armadio sul palco e faremo vedere come cambia la vita per chi si sposa, facendo della barzelletta il filo conduttore dei dialoghi". Sarà un intreccio tra monologhi di vita vissuta, sketch con vari personaggi e cenni storici sulla barzelletta.

Non mancheranno i carabinieri vero?

"Assolutamente no. Ci sarà una gag con tre marescialli sul palco che hanno vinto un corso di canto e dovranno fare le prove proprio un minuto prima dell’inizio dello spettacolo. E li rivedremo anche alla fine quando dovranno superare un esame con il loro comandante per passare di grado".

Il titolo trae spunto da una sua esperienza personale?

"Quando dovevamo dare un titolo allo spettacolo, uno dei miei collaboratori mi ha ricordato che almeno dieci volte al giorno io dico che non so mai cosa fare prima. E se uno ci pensa capita un po’ a tutti durante giornate sempre più piene".

Come si scrive una barzelletta?

"Nel mio caso mi lascio ispirare stando in mezzo alla gente, in autobus, o al supermercato. Escono fuori i migliori testi comici. Ho un amico che lavora in farmacia e me ne racconta tante di scene che gli capitano come quella signora che una volta, invece di chiedere una pomata per l’herpes, ne chiese una "per l’Irpef"".

Ma si tornerà anche nel passato, al ‘700?

"Sì perché pare che la barzelletta sia nata proprio in quel secolo. Quindi sul palco si alterneranno duchi, duchesse, baroni e il banditore, antenato naturale del moderno conduttore".

Lei porta la ‘pugliesità’ in giro per i teatri italiani. Ha notato un cambiamento nel rapporto con il pubblico italiano?

"Ho visto che il pubblico oggi è più esigente, attento, curioso, non vuole essere preso in giro ma è pronto a conoscere nuove realtà".

Cosa fa prima dello spettacolo?

"Spesso mi affaccio sul sipario e osservo per un po’ tutte quelle persone sedute. Penso che hanno pagato un biglietto e scelto di trascorrere due ore della loro vita per venire a teatro. Questo mi spinge a non deluderle".

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