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4 mag 2022

Turismo, obolo in cambio di servizi Ma permetterà la gestione dei flussi

Il Comune sta studiando la formula migliore per avere l’offerta dai visitatori mordi e fuggi. La piattaforma consentirà la raccolta dei dati, fondamentale per cambiare passo sull’organizzazione

Folla di turisti in piazza della Signoria per il Primo Maggio, una scena che finalmente è tornata essere abituale
Folla di turisti in piazza della Signoria per il Primo Maggio, una scena che finalmente è tornata essere abituale
Folla di turisti in piazza della Signoria per il Primo Maggio, una scena che finalmente è tornata essere abituale

Non è carità. Ma la bellezza ha un prezzo. Per l’obolo ci sono due possibilità. Una donazione per non consumare troppo la bellezza di Firenze. Attraverso campagne di comunicazione ad hoc, obiettivi da condividere con la truppa del cosiddetto turismo ‘mordi e fuggi’. Oppure un vero e proprio scambio commerciale: pagare una piccola cifra per ricevere una serie di servizi e informazioni direttamente sul cellulare, in un’app. Alle due strategie sta lavorando il Comune, su input del sindaco Dario Nardella.

"Qualcuno scherzando ha parlato di carità", quando ha lanciato in un’intervista a La Nazione l’idea delle donazioni volontarie. "In realtà non la chiediamo a nessuno, perché secondo me la bellezza ha un costo, un prezzo. Poi è inutile dire che il patrimonio di Firenze è dell’umanità se solo i fiorentini pagano per sostenerlo. Non mi sembra molto logico. C’è l’imposta di soggiorno, è vero, ma la paga solo chi dorme in città. Gli altri no, per questo credo sia giusto donare qualcosa".

Questa, dunque, è una fase di studio. Si sta stanno vagliando le ipotesi per trovare la soluzione migliore per far pagare chi non paga già la tassa di soggiorno con il pernottamento.

"Stiamo lavorando per far sì che qualunque turista, straniero o italiano, una volta entrato in centro storico, nell’era Unesco, trovi nel proprio cellulare un pop-up, magari con il messaggio del sindaco che gli dà il benvenuto nella sua lingua". Dopodiché il visitatore potrà scegliere se aderire "volontariamente a una piattaforma dove sarà possibile fare delle donazioni per delle campagne da lanciare per il patrimonio storico-artistico".

Oppure, si seguirà l’altra strada parallela, facendo "pagare una quota per ottenere in cambio alcuni servizi. Penso, ad esempio, ad un sistema wi-fi potenziato per accedere ai contenuti multimediali. Oggi il wi-fi è gratis, ma prestazioni tecniche ulteriori potrebbero essere pagate".

Ma non è tutto. Perché tra i servizi aggiuntivi potrebbero esserci "informazioni all’utenza su una serie di servizi, come i trasporti o i musei".

C’è, infine, un ultimo risvolto legato a questa operazione, legato alla gestione dei flussi turistici, proprio in base alla mole di informazioni raccolte su queste piattaforme. "Oggi – osserva il sindaco – chi ha i dati vince. Attraverso questa piattaforma saremo in grado di avere una mole di dati e di informazioni su come si muovono i turisti, la loro età, le loro preferenze. Il che ci permetterà da un lato di controllare i flussi turistici evitando i fenomeni di affollamento in certi luoghi e certi orari, dall’altro di stabilire un rapporto con loro. Di interloquire, dialogare, perché crediamo le community digitali siano la nuova frontiera per il governo del turismo in aree come i centri storici".

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