Firenze, 15 novembre 2019 - Dice sia necessario prendersela con la santa filosofia. Perché per attraversare l'Osmannoro in un venerdì' mattina di pioggia pare essere l'unico modo per non perdere salute mentale. La rotatoria di via Lucchese è una barriera insormontabile. Via del Cantone è forse il punto più difficile.

Qui si concentrano gli automobilisti che arrivano da Signa e in parte da Campi Bisenzio, ma anche quelli che da Firenze devono andare verso Careggi. Anche la parallela via San Piero a Quaracchi, molto più stretta, è presa d'assalto. Affrontare la rotatoria è proibitivo, ma una volta 'fuori’ non è che le cose migliorino, anche perché in prossimità del semaforo del ‘Novotel’ e dello svincolo per il raccordo autostradale le auto si ‘ammucchiano’ in maniera preoccupante.

Tra chi prova a fare il furbo, gli scooter che svicolano a destra e sinistra, gli occhi non bastano; per passare ci vuole anche la dote della premonizione. Capire prima dove andrà chi sta davanti, a destra o sinistra. Schivare, frenare o accelerare se serve. Tutto piantato sul raccordo autostradale, proviamo ad andare verso Sesto Fiorentino, ma all’altezza dell’Ipercoop in via Pier Paolo Pasolini siamo di nuovo bloccati. Da qui comincia la coda per coloro che vogliono immettersi in viale XI Agosto e poi in via Sestese e via Reginaldo Giuliani. Tappate via Locchi, e anche via della Quiete in senso opposto. Ogni giorno le difficoltà sono queste. Si replica la sera. Niente itinerari alternativi, poche soluzioni in vista. Solo la santa filosofia.