Toscana in zona gialla (foto di archivio)
Toscana in zona gialla (foto di archivio)

Firenze, 22 gennaio 2021 - Anche per la prossima settimana la Toscana sarà in zona gialla. L’indice di contagio Rt è sotto la soglia fatidica di 1, oltre la quale scattano le ulteriori restrizioni rispetto a quelle in vigore con il colore giallo su tutto il territorio nazionale. Il dato medio di Rt dovrebbe essere 0,98 con 0,93 limite inferiore, anche se il calcolo ufficiale del monitoraggio di Istituto superiore di sanità e ministero della Salute sarà reso noto oggi e fa riferimento alla settimana 31 dicembre-6 gennaio.

Insieme a Rt sotto soglia, a rincuorare c’è la diminuzione del numero dei ricoveri: in Toscana sono 775 i letti occupati nei reparti Covid, di cui ancora 116 in terapia intensiva. La permanenza in zona gialla dà fiato alle imprese e sollievo ai cittadini. Ma purtroppo non ne siamo fuori e i vaccini arrivano con il contagocce, motivo per cui c’è da stringere i denti e soprattutto da non lasciarsi andare a comportamenti irresponsabili. Perlomeno se vogliamo mantenere i dati in equilibrio: complice la riapertura delle scuole e la maggiore movimentazione, da febbraio potrebbe esserci un nuovo innalzamento del numero dei casi. Fondamentale, dunque, attenersi rigorosamente alle regole.

Se abbiamo l’obiettivo di andare in fascia bianca, dobbiamo migliorare ancora. Ma raggiungere quel risultato consentirebbe l’apertura di tutti gli esercizi senza limiti orari, la ripresa delle arttività sportive e la riapertura di teatri e cinema. Fantascienza? E’ neccessario abbattere il tasso settimanale su 100mila casi a 50. Pur essendo tra le regioni migliori, in questo momento il tasso di positività in Toscana oscilla tra i 75 e gli 85.

Dunque ancora non ci siamo. Il vaccino è l’alleato migliore. Anche se purtroppo la brutta sorpresa di Pfizer non consente, per ora, di riaprire le agende per le nuove prenotazioni né di riprogrammare le circa 6mila iniezioni già fissate dal 18 al 21 gennaio e sospese. La priorità, ora come ora, è garantire la seconda dose a chi ha già effettuato la prima.

In Toscana, prima dell’annuncio del taglio da parte di Pfizer, il 18 gennaio sarebbero dovute arrivare 29.250 dosi di vaccino, con il taglio del 36% – come previsto – se ne aspettavano 18.720, invece, solo alla spicciolata, l’azienda farmaceutica ne ha inviati solamente 11.720, con una pesantissima decurtazione: il 60%. Per questo si teme per il prossimo approvvigionamento.

Preoccupa l’annuncio del nuovo taglio (del 20%) ai rifornimenti già annunciato dal commissario per l’emergenza Domenico Arcuri. Il 25 gennaio sarebbero dovute arrivare 32 scatole, la fornitura più importante per la Toscana, da 37.440 dosi.
Se effettivamente i numeri dovessero essere quelli la Toscana potrebbe anche permettersi di riprenotare i 6mila sanitari rimasti in stand by. Ma fino a quando non ci sarà una ragionevole certezza si andrà avanti con il freno a mano tirato, mentre si allontana il via della vaccinazione di massa, proprio per mancanza di materia prima.

Dalla prossima settimana dovrebbero cominciare ad arrivare anche i primi contingenti di personale (medici, infermieri e assistenti sanitari) reclutati dalle agenzie interinali: all’Asl Toscana centro 70 professionisti dei 460 assegnati per l’intera campagna di masssa. Andranno a rafforzare le dotazioni organiche degli Uffici di igiene del dipartimento di Prevenzione. Il problema vero, adesso, è che mancano i vaccini.