Alta velocità Bologna-Firenze, prima e dopo
Alta velocità Bologna-Firenze, prima e dopo

Firenze, 22 luglio 2016 - Partiamo da una certezza: "Per noi al momento il progetto per il sottoattraversamento fiorentino dell’alta velocità ferroviaria resta quello che è". Parola del governatore toscano Enrico Rossi. "I nostri interessi sono quelli di tutelare pendolari, studenti e lavoratori dei treni regionali".

E il vertice di ieri nel palazzone romano di Fs con il sottosegretario alla presidenza del consiglio Luca Lotti, il viceministro alle infrastrutture Riccardo Nencini, lo stesso Rossi con l’assessore ai trasporti Ceccarelli e il sindaco di Firenze e presidente della città metropolitana Dario Nardella, allora? "Ferrovie ci presenterà un progetto a settembre. E su quello ci esprimeremo".

Tutelati i pendolari (e quindi la separazione dei binari alta velocità/regionali) si può anche discutere del nuovo (per ora solo indicativo) progetto che Ferrovie dello Stato cova sotto la cenere da un annetto a questa parte. L’idea cardine? Tagliare i costi. Quindi no alla realizzazione della costosa stazione Foster: circa 400 milioni di euro (lo stesso costo degli ultimi quattro ospedali toscani) in meno. E taglio radicale, circa due terzi, allo scavo del doppio tunnel da 7 chilometri e mezzo finora previsto da Campo di Marte a Rifredi. Potrebbe bastare costruire, sotto l’attuale sedime ferroviario (cioè gli attuali binari) il tratto fra Santa Maria Novella e Campo di Marte.

Il modello che i tecnici di Ferrovie hanno in mente è Bologna. La nuova stazione per l’alta velocità fiorentina verrebbe realizzata sotto l’attuale stazione di Michelucci e resterebbe "di testa". Con allo studio l’ipotesi di allungare il tunnel fino a Rifredi sempre restando sotto gli attuali binari. Se il tunnel in esecuzione consente il risparmio fra gli otto e i dieci minuti nei tempi verso Roma e Milano, quello ipotizzato è un tempo diverso, forse dimezzato visto che la Foster era una stazione di attraversamento. I vantaggi resterebbero comunque molti: intanto, la riduzione del tunnel da scavare di circa due terzi (500 milioni di euro di risparmio visti anche i costi di smaltimento delle terre di scavo) e poi i già citati 400 milioni per il completamento della Foster. E la possibilità di recuperare i lavori già eseguiti per il camerone se usato come stazione intermodale cittadina fra la tramvia linea 2 e il trasporto internazionale su gomma. Con un bel centro commerciale già costruito sotto Santa Maria Novella.

Se Rossi, ma anche il viceministro Nencini, hanno preteso il "rispetto dei pendolari", il sindaco Nardella ha ascoltato con interesse la proposta dell’ad di Fs, Mazzoncini, che, va detto, gli toglie un bel pezzo di tunnel dallo stomaco. E lo scavo sotto gli attuali binari eliminerebbe molti dei rischi per gli immobili esistenti, Fortezza da Basso compresa. Su tutto restano alcuni pesanti interrogativi: quanto tempo ci vorrà a riprogettare tutto? E quante penali sono in ballo? Sul tema il governatore si sfrega le mani e resta sibillino: "Per questo rivedremo tutto a settembre". Il punto è ben chiaro nella testa del sottosegretario Luca Lotti: che ha chiesto "massima attenzione ai tempi" e "varianti che non comportino indennizzi". Tradotto: "Non possiamo aspettare altri vent’anni".

Residenti preoccupati: "E adesso?"