Polizia
Polizia

Firenze, 12 ottobre 2020 - Accusato di due ingenti furti, aveva fatto perdere le proprie tracce dopo essere finito ai domiciliari nel giugno scorso. La polizia di Stato ha catturato un rumeno di 33 anni ricercato per un aggravamento di misura cautelare emesso il 5 ottobre dal tribunale di Firenze. A giugno l'uomo era stato arrestato dalla squadra mobile fiorentina su ordinanza di custodia cautelare nella quale l’uomo è ritenuto responsabile, con due complici, di furti aggravati: uno, in un’abitazione in piazza della Vittoria e, l'altro in un'azienda di Signa dove erano stati portati via fertilizzanti e diserbanti per un valore commerciale di circa 60.000 euro.

Le indagini coordinate dalla procura della Repubblica di Firenze, sono partite dal furto messo a segno nell’appartamento di piazza Vittoria nel febbraio 2020: i ladri, almeno tre persone secondo un testimone, danneggiarono una cassaforte e vi sottrassero 1400 euro in contanti. Uno dei malviventi durante il colpo, perse il cellulare, presto recuperato dalla polizia. Le informazioni raccolte all'interno permisero tramite una complessa attività tecnica, di identificare i tre soggetti ritenuti autori del furto in piazza Vittoria, tra i quali il 33enne romeno. Oltre ai contatti tra gli indagati, il cellulare conteneva addirittura una foto della cassaforte con evidenti segni di martellate ed immagini di flessibili e trapani.

Nel frattempo, due dei sospettati autori del furto, tra i quali il ricercato rumeno, furono denunciati il 17 marzo dalle volanti della questura di Firenze poiché sorpresi in strada, in pieno “lockdown” con arnesi da scasso.

Il 5 maggio avvenne il furto all'azienda di Signa, anche questo riconducibile,alla persona catturata e ad un altro uomo destinatario della misura eseguita a giugno. Quando l’estate scorsa la squadra mobile eseguì l'ordinanza per il colpo di Signa, il 33enne finì ai domiciliari (assieme ad un cittadino serbo - indagato per il solo furto di piazza Vittoria)  e gli fu applicata la misura dell’obbligo di firma. Intanto il terzo uomo della banda - accusato per entrambi i furti - fece perdere le proprie tracce.

Il rumeno sottoposto prima ai domiciliari e poi all’obbligo di dimora con divieto di allontanamento nelle ore notturne  si rese irreperibile, e il 5 ottobre il giudice ha aggravato nei suoi confornti la misura cautelare. Ora si trova nel carcere di Sollicciano.