
Olio di semi di girasole (+115%), farina di frumento (+73%) e riso (+45%): sono questi i tre prodotti che sono costati di più alle famiglie fiorentine e che guidano la top ten dei generi alimentari che hanno subito i maggiori rincari. A dirlo è Coldiretti Firenze sulla base dei dati pubblicati dall’Osservatorio prezzi del Mise. Le famiglie fiorentine hanno dovuto aggiungere al loro budget 478 euro in più a testa per mettere in tavola pane, pasta, latte, carne e pesce per un esborso complessivo di 220 milioni di euro in un anno. "Mangiare e fare la spesa è costato di più, a volte anche sensibilmente di più, alle famiglie – spiega Roberto Nocentini, presidente Coldiretti Firenze – La portentosa ripresa della domanda post Covid, seguita dall’invasione dell’Ucraina e dalla siccità, ha fatto esplodere i costi di produzione e quelli energetici determinando un aumento generale dei prezzi degli alimenti ma non solo. L’esempio più eclatante è l’olio di semi di girasole che ha subìto un’impennata del 115% a causa della nostra dipendenza dall’Ucraina da dove arrivano quasi la metà delle importazioni nazionale. Il prezzo di una bottiglia da un litro è arrivato a costare 3,44 euro quando a gennaio ne costava 1,55. Lo stesso vale per i fertilizzanti, che provengono proprio da Russia e Ucraina, il gas o il gasolio per i trasporti o per riscaldare le serre: elementi che hanno innescato l’aumento dei prezzi e trascinato così l’inflazione a livelli record".
In quarta posizione, tra i prodotti più rincarati, c’è il burro (+37%). Per acquistare un panetto da 1 kg servono 2,95 euro in più rispetto a gennaio a fronte di un prezzo medio che è passato da 8,01 a 10,96 euro. Al quinto posto troviamo la pasta che, come l’olio di semi, ha risentito delle ripercussioni delle importazioni di grano dall’Ucraina. Un chilo di pasta di semola di grano duro è costato il 34% in più. Al sesto posto c’è la passata di pomodoro (+31%).
E così per cucinare un chilo di pasta al pomodoro serve quasi un euro in più, 0,92 centesimi per la precisione. Al settimo c’è il prosciutto cotto (+28%), all’ottava posizione lo yogurt (+26%), alla nona i bastoncini di pesce surgelato (+19%). Chiudono la top ten i cereali per colazione (+13%).
"Le famiglie si sono difese dai rincari come potevano: cercando prodotti con sconti, girando anche per più punti vendita alla ricerca del prezzo più conveniente o tornando all’abitudine di fare la lista della spesa per scoraggiare gli acquisti compulsivi" aggiunge Nocentini. Marzo, invece, sembra essere iniziato con un graduale rallentamento del costo dell’energia. Infatti, il taglio del 46,3% delle bollette fa salire la fiducia dei consumatori dopo mesi di tariffe folli con aumenti fino al 146,7% che hanno messo a rischio i bilanci delle famiglie. L’inflazione energetica nel mese di gennaio 2023 a Firenze si è attestata al 73,4% al minimo da agosto 2022 anche se ancora lontano dal dato nazionale (67,3%).
Rossella Conte