MARCO CARRAI *
Cronaca

"Saliamo insieme al Monte. Israeliani e islamici insieme"

"Saliamo insieme al Monte. Israeliani e islamici insieme"

"Saliamo insieme al Monte. Israeliani e islamici insieme"

Gentile Direttrice,

Le scrivo in merito alla manifestazione per la pace che Padre Bernardo sta cercando di organizzare animato dallo spirito che tutta Firenze gli riconosce. San Miniato è il luogo da dove La Pira vedeva in Firenze lo specchio terrestre della Gerusalemme celeste. Chi le scrive è cresciuto ed è stato educato a questo pensiero: ha frequentato i campi della Gioventù Giorgio La Pira e conosce bene le straordinarie attività di Rondine alla continua ricerca di educazione alla pace. Per questo ritengo che fare la pace, vivere la pace sia cosa seria e molto complessa e non basta camminare con una candela in mano. Non che non sia d’effetto e coinvolgente camminare insieme, ma non è abbastanza se chi cammina non ha chiaro che fare la pace significa riconoscere l’altro, il diverso da me, come strumento necessario per comprendere la propria identità. Come posso fare pace se non metto il mio cuore nel corpo di chi ho di fronte, se non mi immedesimo nei suoi dolori? Non ci può essere vera pace se questo non si assume ma solo finta armonia mascherata da ipocrisia. Come non essere in comunione di pensiero in Abramo, nostro comune padre, con gli islamici? Come non ritenere che il popolo palestinese abbia gli stessi diritti di Israele di avere uno Stato riconosciuto come tale? Come ho detto domenica in piazza Duomo, io non ero lì per aizzare la folla all’odio contro il palestinese. Io e tutti noi eravamo in piazza per condannare Hamas, organizzazione terrorista riconosciuta tale dall’Unione Europea. Hamas ha nel proprio statuto la distruzione del popolo ebraico. E’ scritto in cima al documento politico e religioso: "Israele nascerà e continuerà ad esistere finché l’Islam non lo eliminerà, come ha eliminato chi c’era prima di lui". Questo è l’obiettivo: l’impegno per la distruzione dello Stato d’Israele e per lo sterminio degli ebrei. Conosco un documento simile redatto in tedesco un secolo fa. Pertanto, io, in quanto rappresentante di Israele, sarei anche disponibile ad andare alla fiaccolata, ma come posso sentirmi in pace dentro di me se cammino insieme all’Imam di Firenze, che non mi ha ancora risposto al messaggio nel quale gli chiedevo di condannare l’atto terroristico di Hamas? Non ci si può sedere con chi tollera questo. Non sarebbe pace ma finzione. Aspetto allora che si dica in modo chiaro. Solo allora ci sarà la pace, anche a Firenze. Solo allora avrà senso portare in mano la luce della condivisione sulle scalinate di San Miniato.

*Console di Israele