PRESSPHOTO Firenze, Palazzo Strozzi Sacrati, briefing del presidente Enrico Rossi all'indomani dell'episodio di San Miniato

Giuseppe Cabras/New Press Photo
PRESSPHOTO Firenze, Palazzo Strozzi Sacrati, briefing del presidente Enrico Rossi all'indomani dell'episodio di San Miniato Giuseppe Cabras/New Press Photo

Firenze, 29 luglio 2016 - "Ieri pensavo di non denunciare questo signore, perché sono una persona che non porta rancore, ma oggi credo che invece lo farò perché episodi del genere non si ripetano. Mi consulterò ancora, ma credo che, per rispetto delle istituzioni e della giustizia è bene che quando siamo di fronte a un reato ci sia una reazione da parte di chi ha subito".

Lo ha detto il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, parlando con i giornalisti ai quali ha raccontato l'episodio di ieri sera alla festa dell'unità di San Miniato dove un allevatore gli ha lanciato dello sterco. "Bisognerebbe tutti fare uno sforzo per riportare i comportamenti in un alveo che non sia quello della violenza e del degrado - ha aggiunto -. Non è possibile che un signore che chiede una cosa che non possiamo dargli, pensi di esprimere così la sua protesta. È un comportamento esecrabile e condannabile. È bene reagire, ieri provato a farlo, e andare avanti con il dibattito. A San Miniato ritornerò a settembre perché questo episodio non ferma la mia azione", ha detto.

"Un episodio come questo è una novità assoluta per le feste dell' Unità. Io ho sempre girato liberamente da solo per la Toscana, e vorrei continuare a farlo", ha continuato Rossi. "È giusto che ci sia protezione nei luoghi pubblici - ha aggiunto -. Nel mio libro scrivo che i partiti debbano essere strutturati. Quando un tempo lo erano, c'era anche il servizio d'ordine. Quanto accaduto deve far riflettere sotto questo aspetto".

Rossi ha voluto "ringraziare i compagni e gli amici che mi hanno pulito e rivestito. Uno è anche andato a casa a piedi nudi per darmi le sue scarpe. Mi hanno confortato le telefonate di esponenti di partito, amici e compagni e anche l'attestazione di Nogarin e la telefonata da M5s".