FEDERICO D’ASCOLI
Cronaca

Rondine e una politica senza nemici: "Stop a veleni e derive di odio". Schlein accoglie l’appello di Vaccari

La segretaria Pd nella Cittadella della Pace: "Commossa dai giovani che ho incontrato in questo luogo" .

RONDINE (Arezzo)

Ha risposto per prima all’appello di Rondine nel giorno in cui si festeggia l’Europa. Elly Schlein è arrivata ieri nello studentato internazionale fondato da Franco Vaccari che qualche giorno fa aveva scritto una lettera aperta ai leader della politica. La segretaria nazionale del Partito Democratico si è intrattenuta per circa un’ora con gli studenti in arrivo dalle zone di guerra con cui ha conversato in un inglese fluente. Il presidente di Rondine Vaccari si era rivolto alla politica con un appello pubblico chiedendo di "contribuire insieme, senza steccati, a un’elevazione morale, culturale e sociale comune, un fine alto per tutti i partiti con l’obiettivo di contrastare le derive di odio e violenza e spostare il barometro globale sul tempo della pace".

Non c’è solo Schlein in linea con Rondine: il leader della Lega Matteo Salvini dovrebbe salire nel borgo sulle pendici dell’Arno subito dopo il voto europeo. Hanno aderito alla lettera-appello di Rondine anche Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italiana e Maurizio Lupi che guida la lista Noi Moderati. Appoggio, a titolo personale, alla lettera di Vaccari anche dal ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, dall’ex presidente della Camera dei deputati Pier Ferdinando Casini e dal sindaco di Firenze Dario Nardella.

"La guerra ci aveva reso nemici, ma oggi ci riconosciamo come fratelli e sorelle" hanno detto i giovani ospitati nella Cittadella della Pace a Schlein che era accompagnata da Marco Tarquinio, ex direttore del quotidiano Avvenire e candidato alle Europee col Pd. Ad attenderla i due consiglieri regionali dem Vincenzo Ceccarelli e Lucia De Robertis.

"Avversari sì, nemici mai" è lo slogan di Rondine per riaffermare le regole fondamentali del vivere civile, che innervarono la nostra Costituzione. "L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali" ricorda l’articolo 11 della Carta fondamentale.

"Sono molto felice di aver visitato questa splendida realtà che da 27 anni costruisce ponti per la pace": il riconoscimento del valore del Metodo Rondine arriva insieme all’adesione di Schlein alla proposta di svelenire il dibattito politico, anche con una formazione comune che superi gli steccati tradizionali che dividono i partiti.

"Qui c’era una lavatrice: per noi era un problema che i nostri panni e quelli dei nostri nemici potessero stare insieme, adesso non lo è più". Kateryna arriva dall’Ucraina e porta addosso il dolore della guerra che ha travolto il suo Paese.

Elly Schlein ha prima salutato gli 80 studenti del Canada che imparano l’italiano e scoprono il metodo Rondine, quindi i ragazzi del Quarto Anno Rondine, studenti da tutta Italia per crescere nella Cittadella.

Il dialogo con i giovani è scivolato anche su particolari personali: "Mi avete riaperto ricordi fondamentali: ho frequentato una scuola pubblica in Svizzera che era meta di giovani in arrivo dai Balcani, allora scossi dalla guerra. È da lì che ho imparato quanto le differenze siano una ricchezza".

Per questo la conflittualità e i toni devono scendere in vista del voto dell’8 e 9 giugno: "È importante imparare nella dialettica quotidiana ad avere di fronte avversari e non nemici – ha concluso Schlein – per questo assicuro a Franco Vaccari la mia disponibilità per quello che il Pd potrà fare in questa direzione, commossa dai ragazzi e dalle ragazze che ho incontrato".

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