Renzo Berti, direttore del dipartimento Prevenzione dell’Asl Toscana Centro
Renzo Berti, direttore del dipartimento Prevenzione dell’Asl Toscana Centro

Firenze, 3 giugno 2020 - Nessuna misura di prevenzione specifica. Da oggi riaprono i confini regionali, dunque porte aperte, anzi spalancate ai turisti. Con accortezza. "Noi abbiamo riaperto con le linee guida nazionali riadattate e ridiscusse con tutti gli operatori – spiega il governatore toscano Enrico Rossi – Stiamo preparando una campagna di rilancio per la Toscana. Abbiamo già una buona posizione in Europa e nel mondo come obiettivo di vacanza ma pensiamo che dopo tutto quello che è accaduto occorre riposizionarci di nuovo".

Porte aperte e strategie per riprendere quota nel mercato turistico in cui Firenze e la Toscana sono da sempre al top, tra le mete più ambite dai visitatori di tutto il globo.
Ripartire non significa però dimenticare ciò che è stato, la situazione attuale (anche se siamo al numero più basso mai registrato dal 9 marzo, in Toscana ci sono ancora 110 persone ricoverate, di cui 25 in terapia intensiva) e quella che ci aspetta, sperando che il professor Alberto Zangrillo, primario della Terapia intensiva del San Raffaele, solo in mezzo a una tempesta di polemiche, possa avere ragione: che il virus sia clinicamente scomparso e che non ci sarà una seconda ondata epidemica.

Qui in Toscana è assai più prudente la posizione del coordinatore dell’osservatorio epidemiologico dell’Agenzia regionale di sanità, Fabio Voller, l’uomo che legge e interpreta i numeri della pandemia nella nostra regione. E’ lui a mettere sull’avviso: "Per arrivare a contagi zero credo che avremo bisogno di tempo, è senza dubbio ancora un obiettivo difficile da raggiungere – spiega – E’ importante avere sotto controllo la situazione di quelle poche diagnosi giornaliere, senza allarmarsi se ci saranno giorni in cui i contagi torneranno a salire. E con le riaperture delle regioni questo potrà succedere".

Il virus è circola ancora, insomma. E lo dimostrano i numeri quotidiani. Per questo sarebbe pericoloso abbassare la guardia.
«La Toscana in questo momento è tra le regioni al top in Italia, insieme a Friuli Venezia Giulia e Umbria, su tre parametri fondamentali – spiega il direttore del dipartimento di Prevenzione dell’Asl Toscana centro, Renzo Berti – Il numero di casi positivi rapportato alla popolazione generale è allo 0,27% rispetto a una media italiana dello 0,38%, allo 0,88% in Lombardia; bene anche la percentuale sui tamponi effettuati, sempre in rapporto alla popolazione: siamo al 6,80% su una media italiana intorno al 6,48%; infine, la percentuale dei soggetti positivi al virus sul totale dei tamponi effettuati è al 3,98% rispetto a una media nazionale del 5,96% che in Lombardia sale all’11,75%".

Da oggi i vantaggi dell’isolamento potranno essere mantenuti grazie all’individuazione rapida con il sistema delle "tre T" (test, tracciamento, trattamento) e con virtuosi comportamenti individuali: soprattutto il rispetto delle misure igieniche, il distanziamento e le mascherine.

Berti con Rossi ribadisce che "chiunque vorrà venire in Toscana non dovrà fare niente, se non essere responsabile". Anche se in vacanza vorremmo dimenticarci di tutto e liberarci dall’incubo, non si può. "Forse serviva maggiore cautela e forse la Lombardia ha pesato molto su questa decisione di riaprire – conclude Rossi – Ma noto che sono i cittadini, con i loro comportamenti, i primi a essere cauti in questa fase".