Alberto Corsinovi
Alberto Corsinovi

Firenze, 8 settembre 2021 - Le Misericordie toscane contro la Regione. Le confraternite lanciano l’assedio a palazzo Sacrati Strozzi, sede della Giunta regionale. Il 25 settembre saranno lì, in piazza Duomo, per protestare contro la scarsa attenzione che la Regione sta dimostrando per il servizio svolto ed il gravoso impegno sostenuto nell’affrontare il Covid. Una protesta veramente clamorosa.

In questo anno e mezzo difficilissimo, “in cui spesso si è dovuto navigare a vista”, come riporta una nota, con la loro capillare rete fatta di 309 confraternite e oltre 400 sedi operative presenti in ogni angolo della Toscana, le Misericordie sono state presidio e punto di riferimento certo per le comunità. “Abbiamo fatto di tutto – dice il presidente della Federazione delle Misericordie della Toscana, Alberto Corsinovi, – per rispondere ai bisogni e alle esigenze dei cittadini, ma anche alle richieste che ci arrivavano dalla Regione e dalle istituzioni sanitarie nonché dalle amministrazioni comunali. Abbiamo sempre risposto ‘Eccoci!’, come nostra abitudine ed oggi è davvero mortificante constatare la scarsa attenzione che la Regione ci riserva. Da aprile scorso, quando insieme a Croce Rossa ed Anpas abbiamo chiesto un incontro urgente, stiamo ancora aspettando di poter parlare col presidente Eugenio Giani, per rappresentargli le straordinarie difficoltà e problematiche con cui ci confrontiamo e i costi assai aumentati per portare avanti i nostri servizi, quelli di sempre e quelli nuovi”.

“Da otto secoli in Toscana - continua Corsinovi, - siamo espressione delle comunità a servizio delle stesse comunità e continueremo ad esserlo, ma non capiamo perché dobbiamo anche farci carico di quello che compete, per legge, al servizio sanitario regionale. E’ evidente che la pandemia ha comportato un aumento di tutti i costi sanitari, da quelli ospedalieri a quelli ambulatoriali e territoriali. E’ quindi incomprensibile che in uno dei comparti di cui ci occupiamo da sempre, quello del trasporto sanitario, non ci sia stato nessuno specifico riconoscimento e nessuna valorizzazione economica dei nostri servizi”.

Da qui la decisione, presa all’unanimità dalle Misericordie della Toscana, di uscire dalle proprie sedi il prossimo 25 settembre: stavolta non per portare aiuto ai toscani, ma per gridare la propria richiesta di aiuto alla Toscana, con una modalità estrema che mai fino ad oggi si era resa necessaria. Un’iniziativa che è stata anche accompagnata da una lettera inviata a tutti i consiglieri regionali e alle forze politiche della Toscana.