Gli abbracci commossi dopo la sentenza (New Press Photo)
Gli abbracci commossi dopo la sentenza (New Press Photo)

Firenze, 30 giugno 2020 - «Se uno compie un reato deve pagare per quello che ha fatto». «La sentenza ci soddisfa, per quanto si può essere soddisfatti, perchè è un bel segnale». Così Luca Dini dopo la sentenza di condanna per cinque degli imputati a Firenze per la morte del figlio Duccio, 29 anni, travolto e ucciso da un'auto impegnata in un inseguimento tra cittadini nomadi il 10 giugno 2018 a Firenze.

All'uscita dell'aula bunker, dove si è svolto il processo davanti alla corte d'assise, la famiglia Dini è stata accolta da un lungo applauso degli amici di Duccio. «Le sentenze giuste a volte sono quelle più severe», il commento dell'avvocato Neri Pinucci, legale dei genitori di Duccio Dini.

«Sentenza importante, che ha inasprito le pene richiesto dal pm, non c'è da esultare ma solo da essere vicini alla famiglia che stringiamo in un abbraccio», ha detto il vicesindaco Cristina Giachi, presente in aula: Palazzo Vecchio si è costituito parte civile. Giachi ha anche spiegato che dopo la sentenza il sindaco Dario Nardella ha chiamato il padre di Duccio.