di Titti Giuliani Foti "Il primo appuntamento di rilievo per il nostro Conservatorio sarà la presentazione del libro “Astor Piazzolla. Una vita per la musica“ di Maria Susana Azzi, tradotto in italiano grazie alle edizioni Sillabe. E’ un progetto che porterà all’ interno del Cherubini un ensemble di fisarmoniche guidato dal nostro professore, Ivano Battiston". Il direttore del conservatorio Paolo Zampini, nonostante il periodo infausto per tutti, prova a vedere il bicchiere mezzo pieno. E lo fa presentando una...

di Titti Giuliani Foti

"Il primo appuntamento di rilievo per il nostro Conservatorio sarà la presentazione del libro “Astor Piazzolla. Una vita per la musica“ di Maria Susana Azzi, tradotto in italiano grazie alle edizioni Sillabe. E’ un progetto che porterà all’ interno del Cherubini un ensemble di fisarmoniche guidato dal nostro professore, Ivano Battiston". Il direttore del conservatorio Paolo Zampini, nonostante il periodo infausto per tutti, prova a vedere il bicchiere mezzo pieno. E lo fa presentando una pubblicazione per i cento anni di Astor Piazzolla, re dei re del tango.

Direttore, cosa lega Firenze a Piazzolla?

"Il Conservatorio di Firenze è stato il primo in Italia ad istituire la cattedra di fisarmonica, ed è un onore poter ospitare le composizioni di Piazzolla, e poter parlare, giovedì 11 marzo, se pur a distanza con Daniel Piazzolla, figlio del grande compositore argentino".

Cento anni di Piazzolla solo in un libro?

"Non solo. E’ previsto anche un grande concerto all’interno del Duomo di Firenze in aprile, frutto di una collaborazione con O Flos Colende e Maggio Musicale Fiorentino, con l’esecuzione in prima mondiale di una composizione di Salvatore Sciarrino, “Al sognatore di cupole“, scritta per i 600 anni dalla commissione a Brunelleschi del progetto della cupola del Duomo".

Perchè ricordare Piazzolla proprio l’11 marzo?

"In questa data si festeggia in tutto il mondo e anche in Italia il centenario della nascita di un musicista che è diventato universale e fra l’altro di di origini italiane: i suoi nonni materni erano della Toscana".

Il libro è l’edizione in lingua italiana della famosa biografia?

"Esatto, un bestseller internazionale dell’antropologa María Susana Azzi, già stata edita in inglese, spagnolo, polacco, giapponese e coreano. Questa invece è un’edizione che, per l’occasione, si rinnova anche nel contenuto, con alcuni scritti di famosi artisti, quali , appunto, il figlio di Piazzolla Daniel, Pino Presti, Salvatore Accardo, Milva, Richard Galliano".

Il libro ha una particolarità?

"Di certo il fatto che sia l’unico in Italia patrocinato dalla Fundación Astor Piazzolla, e non solo racconta la vita di questo straordinario musicista, ma raccoglie le informazioni ricavate da ben 260 interviste, a parenti, colleghi, amici, personaggi dell’arte, spettacolo e cultura".

Ed è importante perchè?

"Ci permette di scoprire a fondo l’uomo e il musicista, un genio rivoluzionario e controverso che riuscì a trasformare il tango in musica da ascoltare, non da ballare, in cui si sentono influenze di jazz, klezmer e musica classica contemporanea". Da avere.