Per Nardella tutto regolare. E Giani replica a Biffoni

"Secondo me il sistema di previsione a livello regionale questa volta ha funzionato". La valutazione la fa il sindaco di Firenze, Dario Nardella, nelle ore in cui la Toscana sta facendo i conti con i danni del maltempo. La questione ruota attorno alle polemiche che si stanno addensando sulla scala cromatica che contraddistingue i livelli dell’allerta. Sui codici di allerta, osserva il primo cittadino nel corso del punto stampa convocato nella sede della Protezione civile, "la risposta è tecnica, non politica. A Firenze, ad esempio, noi ci siamo preparati per un codice arancione, però il codice giallo è stato tutto sommato appropriato. Parlo solo per il capoluogo, ma qui non abbiamo avuto situazioni correlate al codice arancio", infatti "io le scuole non lo ho chiuse". Detto questo, Nardella concorda "molto con quello che ha detto Giani sul cambiamento climatico: ormai non siamo più in situazioni eccezionali, visto che dobbiamo farci i conti ogni anno. Questo dimostra che l’impegno sul fronte del cambiamento climatico deve essere più forte che mai". Per questo "dobbiamo impegnarci di più per ridurre le emissioni inquinanti e la temperatura media del globo".

"Ho dovuto replicare a cittadini che protestavano perché due giorni prima avevamo messo l’allerta arancione ed avevamo chiuso alcune scuole. In questo mondo c’è chi non è mai contento, io so che in questo momento noi abbiamo dato l’allarme che non decide il presidente Giani ma la tipologia di allarme viene decisa dai tecnici". Così il governatore Eugenio Giani ha risposto al sindaco di Prato, Matteo Biffoni, che ha sollevato perplessità per la classificazione come allerta gialla per la pioggia e arancione per il rischio idraulico.

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