Oriana Fallaci, giornalista e scrittrice morta nel settembre del 2006
Oriana Fallaci, giornalista e scrittrice morta nel settembre del 2006

Firenze, 15 novembre 2015 - «SVEGLIA, gente, sveglia! Intimiditi come siete dalla paura d’andar contro corrente oppure d’apparire razzisti (...) non volete capire che qui è in atto una Crociata all’Inverso», scriveva Oriana Fallaci in tempi non sospetti per molti, già ampiamente sospetti per lei che il mondo lo conosceva e temeva il fondamentalismo islamico.

«Lei era avanti» scrivono oggi a centinaia, a migliaia sui social che rilanciano un sillogismo molto duro della scrittrice dopo l’attentato alle Torri gemelle: «Non tutti i musulmani sono terroristi, ma tutti i terroristi sono musulmani». Prima ancora, nel 2000, quando in piazza San Giovanni comparse la tenda dei somali, la Fallaci denunciò la pericolosità di una deriva multiculturale che non prevedeva elementi di reciprocità.

Al tempo molti bollarono la Fallaci come xenofoba, anche nella sua Firenze che le negò il Fiorino d’oro, massima onorificenza della città e allora Franco Zeffirelli depose il suo, di Fiorino, sulla tomba della grande giornalista. Era il settembre del 2006 e tramite il nipote Edoardo Perazzi la Fallaci rinviò al mittente «manifestazioni di affetto tardive non particolarmente gradite perché anacronistiche».

L’HASHTAG #fallaci, il tag usato su twitter come aggregatore tematico che gli utenti possono usare per trovare messaggi specifici, è gettonatissimo. Molte delle citazioni anti-Islam dell’Oriana dopo l’11 settembre 2001 entrano tra i trending topic, tra gli argomenti di tendenza, popolarissimi. «Tre attacchi terroristici simultanei a #Parigi... La Fallaci ci aveva visto lungo». E ancora: «Guardali cara Oriana Fallaci, tutti a lodarti, adesso».

Tra i tweet anche quello di Matteo Salvini segretario della Lega Nord, già venerdì notte, poco dopo l’attentato: "I libri di Oriana #Fallaci obbligatori in tutte le scuole. Prevenire è meglio che curare". In evidente contrapposizione con chi più di altri crede invece – anche in questo momenti di terrore – che ogni integralismo si possa arginare soltanto con l’accoglienza. Sul suo profilo twitter il presidente della Lombardia Roberto Maroni, ricordando le analisi della Fallaci, ha auspicato che «in ogni comune si intitoli una via, una piazza, un teatro a Oriana Fallaci». A Firenze il nulla osta a via Oriana Fallaci dovrebbe essere dato l’anno prossimo, nel decennale della scomparsa della grande fiorentina. Dieci anni, il tempo previsto dalla procedura ordinaria. Ma non sarà un dovere d’ufficio. Così la pensa il sindaco Nardella.