Nuova viabilità, nasce il comitato dei contrari

A Impruneta nasce il Comitato Viabilità per chiedere una revisione delle modifiche al traffico, accusate di danneggiare i commercianti. La richiesta è di ripristinare il doppio senso almeno in via Mazzini.

Nuova viabilità, nasce il comitato dei contrari

Nuova viabilità, nasce il comitato dei contrari

Dopo la partecipata assemblea pubblica convocata in piazza Buondelmonti da un gruppo di commercianti del capoluogo, nasce ufficialmente il comitato per chiedere di rivedere la viabilità della zona. Un modo, spiegano i promotori, per poter avere un’interlocuzione anche formale con l’amministrazione e portare avanti la richiesta di una revisione della rivoluzione del traffico applicata dall’amministrazione Lazzerini.

Con la pedonalizzazione di piazza Buondelmonti e la contestuale cancellazione del parcheggio tra la basilica e la biblioteca, sono state create piazzole di sosta sui due lati delle strade attorno al cuore del capoluogo. Tutte le vie sono diventate a senso unico verso la Terza Piazza. Per rientrare in paese o arrivare da Strada in Chianti, bisogna percorrere un anello più lungo attraverso la circonvallazione.

Questo, lamentano alcuni commercianti, "sta svuotando il paese e mettendo in ginocchio alcune attività. C’è chi in quattro mesi ha ridotto di 120 mila euro gli incassi". Nella sola serata dell’assembla, sono state raccolte 120 firme di sottoscrizione al "Comitato Viabilità Impruneta" che si è dato appuntamento per il 15 luglio sera al cinema.

I promotori dell’iniziativa replicano alle accuse arrivate dalla lista di maggioranza Impruneta Rip@arti. "Non è vero che siamo politicizzati dall’opposizione: siamo semplici cittadini e commercianti che vogliono continuare e lavorare in un paese vivo, non svuotato". La loro richiesta all’amministrazione è concreta: ripristinare il doppio senso di marcia almeno in via Mazzini, per permettere di salire in piazza Buondelmonti dal lato di Strada.

"Non possiamo aspettare un anno per fare un bilancio ed eventuali variazioni, come deciso dall’amministrazione - dicono -. Se continuiamo così, molti di noi tra un anno avranno chiuso i battenti e qui sarà il deserto".

Manuela Plastina