GABRIELE
Cronaca

Nomi di rilievo per un rilancio che non c’è stato

La Fondazione Teatro Toscana ha bisogno di aiuto per risolvere i problemi strutturali e contingenti. Il danaro pubblico deve essere speso con rigore, perché di Maggio ne basta uno. Il cda della Fondazione si riunirà presto per tirare le somme.

Canè

Partiamo da un assunto che non vuol essere polemico, ma oggettivo: di Maggio ne basta uno. Quindi, bene che la Fondazione Teatro Toscana, la Pergola e dintorni, si fermi a riflettere quando ha già mezzo piede nell’abisso, e prima di finirci tutta intera, gambe, braccia e portafoglio. Con una gestione che costa dieci e incassa uno, tanto per semplificare. Con i soliti noti che ogni anno "si frugano" per pagare gli stipendi e consentire che si alzino i sipari: in particolare Comune, Regione, Città metropolitana oltre al benemerito salvadanaio della città, la Fondazione Cr Firenze. Tutte entità che non battono moneta, che non stampano euro quando servono. Enti locali che vivono e agiscono con danaro pubblico: il nostro. Quello che da sempre, o quasi, ogni anno ha colmato la voragine del Maggio, appunto, e che con meno clamore e minori esborsi (ma 7 milioni in tutto, fondazioni comprese ,non sono pochi) interviene a sua volta sulla Pergola e confratelli toscani. Teatri che hanno cercato nomi di rilievo, e costosi, come Accorsi e Favino, per un rilancio che evidentemente non c’è stato. Che ora, come ha detto ieri al nostro giornale Gori direttore generale della Fondazione Cr, "hanno bisogno di aiuto". Di più aiuto, per fatti contingenti e problemi strutturali. Un soccorso che non mancherà, ovvio, ma che è giusto sia calato nelle priorità sociali del momento. In cui una mano alla cultura va data, ma prima di tutto la cultura deve darla a se stessa. Con risparmi, con attenzione nei bilanci maggiore di quella avuta fino ad ora. Per farla breve. Fra pochi giorni il cda della Fondazione Teatro si riunirà per tirare le somme. Che non tornano e non torneranno in un sol colpo. Ma prima o poi i conti dovranno tornare. Perché il danaro pubblico o utile al pubblico può e deve essere speso con rigore e dove i tempi lo richiedono. Perché di Maggio ne basta uno. E avanza.

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