STEFANO BROGIONI
Cronaca

Niccolò Ciatti, processo a Roma: chiesto l'ergastolo per Bissoultanov

La vicenda giudiziaria per la morte del giovane, ucciso a calci e pugni in una discoteca di Lloret de Mar

Dall'inviato a Roma

Firenze, 7 febbraio 2023 - “Dobbiamo giustizia a Niccolò. Lo dobbiamo alla sua famiglia e al suo sorriso. Questa giustizia solo voi potete darla: la mia richiesta è la condanna dell'imputato all'ergastolo, l'unica pena che merita”. Queste le conclusioni del pm Erminio Amelio, al termine della discussione al processo in corso a Roma per l'omicidio di Niccolò Ciatti, il 22enne di Scandicci ucciso da un calcio alla testa durante un'aggressione in una discoteca di Lloret de Mar, in Spagna, nell'agosto del 2017. L'imputato, Rassoul Bissoultanov, origini cecene, non è in aula: è latitante dal luglio scorso. Presenti i genitori di Niccolò, Cinzia Azzolina e Luigi Ciatti.

Il pm ha ricostruito “il delitto commesso in pochi secondi”, ponendo l'accento sulla volontarietà della violenza praticata dal ceceno, lottatore professionista ed esperto di arti marziali, e sulla sua consapevolezza di far male. Citando anche un caso analogo: l'omicidio di Willy Monteiro.

“Si può uccidere anche senza volere. Ma Niccolò non è stato ucciso, è stato ammazzato, assassinato: il rumore del calcio alla testa è stato sentito nonostante il rumore della musica”. Amelio ha riportato infatti le testimonianze degli amici, corroborate dal video, “immagini chiare che mostrano e dimostrano la responsabilità dell'imputato e la sua cieca ferocia”. Un'aggressione che “sembra il ring di un combattimento di Mma”, l'arte praticata dal muscoloso imputato che gli ha consentito di colpire deciso e senza perdere l'equilibrio.

Per Amelio non ci sono zone d'ombra. “Questa è una ricostruzione granitica: togliete il video e restano le testimonianze, togliete le testimonianze e resta quel filmato”, ha ricordato ai giudici della corte d'assise, sottolineando anche la figura della vittima. “Un ragazzo normalissimo che non aveva mai dato alcun tipo di problema. Solare, con il sorriso, tutti i suoi clienti al mercato di San Lorenzo gli volevano bene, come le nonnine che volevano essere sempre servite da lui. Andava in discoteca non per picchiare, ma per divertirsi”.

L'udienza era cominciata con un'eccezione sollevata dalla difesa di Bissoultanov: il difensore dell'imputato, Francesco Gianzi, aveva chiesto che fosse inserito nella lista dei testimoni il dj della discoteca St Trop, sulla cui pista, nella notte tra l'11 e il 12 agosto, si consumò l'omicidio. La discussione, che si tiene presso l'aula bunker del carcere di Rebibbia, prosegue. La parte civile, rappresentata dagli avvocati Agnese Usai e Massimiliano Stiz: “Quel video ha condannato la famiglia Ciatti a vedere com'è morto loro figlio. Ma è la prova della colpevolezza di Bissoultanov”. Il verdetto potrebbe arrivare nella giornata, dopo l'arringa della difesa.

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