REDAZIONE FIRENZE

Messaggi, telefonate e minacce. Condannato stalker seriale. Otto vittime perseguitate per mesi

Tre anni e dieci mesi per un 58enne accusato di atti persecutori, diffamazione, danneggiamento e furto. A un medico scriveva: "Lei si faccia il segno della croce, morirà ucciso con venti coltellate".

Messaggi, telefonate e minacce. Condannato stalker seriale. Otto vittime perseguitate per mesi

di Pietro Mecarozzi

Otto vittime, mesi e mesi di minacce, lettere con offese, volantini diffamatori, telefonate moleste, manomissione e danneggiamento di auto e furgoni. Non è la trama dell’ultima serie tv Netflix, Baby Reindeer, incentrata proprio sulle vicende si una vittima di stalker, ma la vita reale di un 58enne di di Firenze – difeso dall’avvocato Paolo Florio –, che pochi giorni fa è stato condannato dalla giudice Serafina Cannatà a 3 anni e 10 mesi, oltre al risarcimento nei confronti delle parti civili costituite e al risarcimento delle spese legali.

La pm Beatrice Giunti ne aveva chiesti 10 di anni, ritenuta la diminuente di un terzo per la seminfermità mentale (seminfermità soltanto, perché il perito aveva ritenuto che ci fosse parziale attività manipolatoria dell’imputato verso il perito stesso).

Nel mirino dello "stalker seriale" è finito anche il medico di famiglia, che si è ritrovato affissi sulla porta dell’ambulatorio messaggi tipo: "Lei si faccia il segno della croce, morirà ucciso con 20 coltellate". Scritte sui muri, volantini con offese, lettere con frasi della serie "Ti voglio bene, ma le botte fanno male", videochiamate e molto altro è invece toccato alla seconda vittima.

Paura, ansia e paranoie hanno nel tempo assalito donne uomini finite dentro la follia perversa del 58enne. Un metodo caotico e disturbante che per molti si è rivelato un incubo (purtroppo) sempre presente nella realtà quotidiana. Una 44enne fiorentina, per esempio, è stata tartassato per giorni nel pieno della notte dalle telefonate dell’uomo. Che si è spinto poi perfino a inviargli una lettera nella quale la minacciava: "Appena arrivati al processo, vi uccideranno tutti i miei amici, prime te e poi lui (il marito ndr), i bambini li terrà tuo fratello".

La rabbia e i disturbi del 58enne si sono riversati invece su un furgone di un’altra ignara vittima, che si è ritrovato nel serbatoio una sostanza corrosiva e la carrozzeria completamente imbrattata con scritte offensive e disegno osceni.

Nel mezzo, non si è fatto mancare anche un furto di uno zainetto e l’imbrattamento con delle uova del portone di ingresso della caserma dei carabinieri di Peretola.