Firenze, 20 aprile 2018 - L’inchiesta su "Qualità e Servizi", la società a capitale pubblico creata per confezionare i pasti delle mense scolastiche dei Comuni di Signa, Sesto Fiorentino e Campi Bisenzio, si arricchisce di un ulteriore filone, forse quello che farà più arrabbiare: e cioè che si sia «grattato» sui pranzi consumati da bambini e ragazzi della Piana. «Grattato» nel senso che le porzioni sarebbero state inferiori alle grammature previste nei capitolati; «grattato» perché per preparare le porzioni sarebbero stati usati prodotti di qualità inferiore a quelli previsti; e infine «grattato» pure sul parmigiano. Anzi, non grattato, visto che, una delle accuse mosse dai pm Leopoldo De Gregorio e Luca Turco, è proprio quella di aver eliminato, anche parzialmente, il parmigiano dai piatti.

Insomma, una frode nel contratto di fornitura. Che viene contestata all’ex direttore generale della spa, Silvia Borgioli. Nel procedimento, giunto alla richiesta di rinvio a giudizio della procura, i Comuni proprietari e committenti di Qualità e Servizi s’inquadrano come parti offese. I contratti che sarebbero stati disattesi sono quelli stipulati il 29 gennaio 2013 con Sesto Fiorentino, il 29 maggio dello stesso anno con Signa, e il successivo 9 dicembre con Campi Bisenzio. La frode si sarebbe estesa, secondo le imputazioni, dal 2014 al marzo del 2017.

Questa tranche, si aggiunge ad un’altra inchiesta che investe Qualità e Servizi e che vede indagati ancora Silvia Borgioli, Carlo Del Bino, Andrea Baldini e Marco Bonciani. Borgioli e Del Bino, accusati di peculato, avrebbe usato per i comodi propri i mezzi della società pubblica, telepass compresi, e avrebbero percepito, per diverse annualità, rimborsi e indennità di trasferta senza che fossero comprovati da nessuna pezza d’appoggio e anche premi di produzione e versamenti una tantum.

Qualità e Servizi inoltre assegnò, senza bando o gara, una fornitura di accessori per la fornitura di cibi a una ditta di Calenzano del marito e del genero sempre della Borgioli, «garantendo alla stessa – dicono i pm - un volume di affari nel periodo 2014-2016 superiore a 300mila euro».

stefano brogioni