Il geriatra-scalatore-paracadutista-cavallerizzo Niccolò Marchionni
Il geriatra-scalatore-paracadutista-cavallerizzo Niccolò Marchionni

Firenze, 21 febbraio 2016 - Medici in prima linea. Con una grande passione. Nascosta. O alla luce del sole. Ma che fa vibrare l’anima. Camminate, muovetevi, vivete: quante volte, da pazienti, abbiamo sentito ripetere che appassionarsi fa bene alla salute. I dottori lo fanno.

C’è anche chi decide di mollare tutto, nell’impazienza di vivere subito la sua seconda vita: lo pneumologo Iacopo Iandelli, nel 2014, ha preso un anno di aspettativa da Careggi per misurarsi a tempo pieno con la cucina. Ha aperto un ristorante, in via dell’Agnolo, ‘La cucina del Ghianda’. «Poi a maggio 2015 mi sono licenziato – racconta Inadelli – Continuavo a ripetermi: se rinasco faccio il cuoco. Poi ho pensato: ma se poi non rinasco?».

E allora, addio medicina, spirometria, test di provocazione bronchiale. «Mi piace far star bene le persone, purtroppo il lavoro di medico non me lo consentiva – dice – Finalmente qui vedo la gente andare via contenta».

La cucina, fra i medici, è uno spazio ambito. In corsia ci sono molti masterchef. E storie bellissime. Di spazi rubati al sonno per affinare la tecnica culinaria. Perché le passioni sono cose terribilmente serie, approcciate con spirito professionale. Una vita parallela distillata nel poco tempo libero. «Ricordo che, a Careggi, una paziente non voleva farsi fare la gastroscopia, sostenendo che fossi un cuoco e non un medico».

Il giomo prima il dottore aveva cucinato al circolo di Sepiolle alla festa del Primo Maggio. E ce ne volle per convincere la signora a lasciarsi calare la sonda nell’apparato digerente da Giacomo Trallori, uno dei più stimati gastroenterologi della Toscana.

C’è chi vuol provocare piacere e chi ha bisogno di emozioni forti, di scariche di adrenalina per cancellare lo stress. E allora il direttore del dipartimento Cardiotoracovascolare di Careggi, il geriatra Niccolò Marchionni, si lancia con il paracadute, affronta pareti rocciose in arrampicata, marcia per chilometri sul Cammino di Santiago. Anche per sfidare se stesso e le sue paure.

Con coraggio e spirito libero. Lasciato lo studio prende la zappa e coltiva, il primario della Senologia diagnostica di Careggi Jacopo Nori: «La scoperta del profondo amore per la terra è sbocciata improvvisa e indomabile ormai alcuni anni fa – racconta – Poter avere a disposizione una bella giornata di sole e stare tutto il giorno nell’orto e in giardino è un piacere incredibile. E’ vita vera».

C’è la musica poi. Quanti musicisti tra i medici. «La musica per me è equilibrio, armonia e condivisione, in sintesi il colore della vita». Suona le tastiere e l’organetto da quando era ragazzo il direttore della Salute mentale infanzia adolescenza dell’Asl, Roberto Leonetti che ancora prende lezioni per migliorarsi da Franco Santarnecchi, il pianista di Jovanotti. Addirittura una famiglia intera di musicisti fa jazz ad altissimo livello, con concerti in tutto il mondo, e guida uno studio di odontoiatria: Francesco, Nicola e Paolo sono i Maccianti Brothers.

C’è chi suona e chi balla. Non a caso. Da dodici anni. E vince medaglie, coppe, premi in tutto il mondo. Il ginecologo Gianfranco Scarselli, ex direttore del dipartimento Materno infantile di Careggi non contempla una vita senza ballo: «È la mia più grande passione – dice – Chi non balla non sa cosa perde. Si provano sensazioni indimenticabili».

Ma come si è avvicinato al ballo il prof? «Alla Arthur Murray, vedendo affacciata alla finestra della scuola una bellissima bionda, che poi è diventata la mia prima insegnante». Scarselli come Richard Gere in ‘Shall we dance?’. Corre in bici – anche per 80-100 chilometri – per scaricare la tensione, il primario della Chirurgia generale d’urgenza e mininvasiva di Careggi, Andrea Valeri. Mentre il primario del pronto soccorso di Careggi Stefano Grifoni cerca pace e serenità nella pesca. Buona passione a tutti. I medici la raccomandano. E danno esempio.