Firenze, 5 novembre 2015 - "Spesso con Benito ci dicevamo: ‘Ma che fortuna abbiamo a vivere in una città così piena di bellezza?’». Una fortuna così grande che quando il marito - l’amore di una vita - ha chiuso gli occhi per sempre, Christel non ha dovuto riflettere neanche un attimo su come fare per lasciare sulla pietra viva della città il solco indelebile della loro passione. Una grossa donazione in grado di dare linfa vitale all’arte fiorentina. Un restauro, un recupero, un intervento: non importava cosa. L’unica cosa che contava era lasciare una traccia concreta in grado di onorare, nel tempo, la memoria del marito, innamorato pazzo come Christel, di Firenze.

 Così la signora ha incontrato il sindaco Nardella per raccontare la sua storia - arrivò a Firenze da Friburgo all’inizio degli anni Sessanta - e per mettera a disposizione il suo denaro per qualcosa di grande. «Mi furono proposte diverse cose - racconta la donna - molte non mi interessavano, ma una mi colpì in particolare». La scelta ricadde così su una piazza che Christel ha sempre ritenuto bellissima, la Santissima Annunziata. In breve sono iniziati i lavori di restauro che hanno interessato la facciata della Basilica e la fontana, posta nel lato ovest della piazza, di Pietro Tacca.

Ieri la signora, che ha 88 anni e ne dimostra venti meno, si è ‘arrampicata’ con l’entusiasmo di una ragazzina sui ponteggi del cantiere accompagnata, nel sopralluogo, da un felicissimo Nardella. «I lavori, cominciati lo scorso luglio, sono stati terminati a tempo di record, con quattro mesi di anticipo rispetto alla scadenza prevista a marzo 2016, in tempo per la visita di Papa Francesco» - ha commentato il primo cittadino parlando di «un esempio di efficienza e di attenzione al nostro patrimonio artistico che ci rende orgogliosi».

«Un plauso - ha aggiunto Nardella - va ai nostri uffici che hanno coordinato i lavori, e alla ditta esecutrice, la ‘Restauri artistici e monumentali’ della famiglia Mannucci, ma prima di tutto il ringraziamento va alla signora Christel Murmann, che ha donato i fondi necessari alla realizzazione dell’intervento. Una nostra concittadina tedesca che, in onore della memoria del marito scomparso, ha voluto fare questo grande regalo alla nostra città, contribuendo alla conservazione di una delle più importanti basiliche cittadine, e di una piazza simbolo del genio rinascimentale fiorentino». 

E' una storia che lascia un messaggio forte, di amore per una città capace di scavalcare anche i luoghi di nasciti scritti sulle carte d’identità. Benito Zorzìt, friulano, aveva perso la vista all’età di 9 anni nel 1933, a causa dell’esplosione di alcuni residui bellici. Dopo aver studiato a Trieste, nel 1948 si spostò a Firenze, dove si diplomò prima in pianoforte al Luigi Cherubini, e in seguito in fisioterapia. Insegnò per 20 anni all’Istituto dei Ciechi. La Signora Murmann, originaria di Friburgo, arrivò a Firenze nel 1961, e conobbe Zorzìt cinque anni più tardi, nel 1966. Da allora la linfa del loro amore non si è mai esaurita.