Firenze, 19 giugno 2019 - Sono circa trentamila gli studenti toscani che alle 8.30 di stamani si sono seduti in classe per la prima prova, quella di italiano, dell'esame di Maturità 2019.

Gli studenti quest'anno, tra le tracce per la prova d'italiano ne hanno trovata anche una dedicata alla figura di un grande toscano, la cui memoria è ben viva in tutta la regione: Gino Bartali. Al grande ciclista è stata riservata la traccia che richiede la riflessione critica su un testo, in questo caso l'articolo "Tra sport e storia", di Cristiano Gatti, pubblicato su Il Giornale, che parla della vittoria al Tour de France di Gino Bartali nel 1948.

"Auguriamo a tutti i maturandi di raggiungere i loro obiettivi, accompagnati da Gino nella scalata alla prima grande vetta della loro vita", queste le parole dell'Associazione Amici del Museo del Ciclismo 'Gino Bartali' di Firenze. Anche il presidente dell'associazione ha commentato: “Gino è stato un esempio positivo sia nello sport che nella vita, per lui l'amicizia e il rispetto venivano prima della rivalità.” La carriera di "Ginettaccio" fu notevolmente condizionata dalla seconda guerra mondiale, giunta proprio nei suoi anni migliori. Rimontato in sella, dopo cinque anni, Bartali tornò a pedalare per salvare oltre 800 ebrei dalla barbarie nazista. Come membro dell'organizzazione clandestina Delasem, Bartali trasportò documenti falsi agli ebrei e anche al vescovo di Firenze. Nel 2013 fu nominato "Giusto tra le nazioni", riconoscimento che viene consegnato a coloro che hanno rischiato la vita per salvare gli ebrei durante le persecuzioni naziste.

"Mio nonno - ha detto la Lisa Bartali, nipote del grande ciclista - è una fonte di ispirazione per molti: sia per gli sportivi sia per i giovani in generale. Ha dimostrato coraggio e determinazione nello sport e nella vita. Per lui era importante credere e avere fede, non solo in termini cristiani, ma anche in se stessi". "E' stata - aggiunge Bartali - una bellissima sorpresa. Sapere che mio nonno è argomento scolastico è un' immensa emozione. E' una figura molto amata e ancora estremamente attuale. Ho nel cuore quando mi insegnò da piccola ad andare in bicicletta ai giardinetti pubblici. Ricordo che da lontano mi diceva come mettere bene i piedi. E' un episodio che porterò sempre con me".

Luigi Bartali, il figlio di 'Ginettaccio' ha aggiunto: "Sono fiero e orgoglioso che a molti anni dalla morte ancora si ricordi la figura di mio padre: ha fatto molto per l'Italia. Non andava a raccontare le sue imprese e le sue gesta personali perché era un uomo semplice e umile. Sulla vita privata era taciturno, parlava solo di ciclismo e di sport in pubblico". "Mio padre è stato un esempio: era una persona corretta nello sport, oggi cosa rara, e nella vita. I giovani dovrebbero capire il personaggio e il periodo in cui è vissuto e trarre dai suoi comportamenti esempi propri".

Secondo i primi commenti, raccolti dal sito web ScuolaZoo, i temi più gettonati sono stati quelli sull'analisi del testo di Ungaretti e sulla vicenda legata alla deportazione degli ebrei del campione di ciclismo Gino Bartali. Seguono l'analisi e la produzione di un testo argomentativo di Tomaso Montanari "Istruzioni per l'uso del futuro. Il patrimonio culturale e la democrazia che verra'' e il tema di attualita' sul generale ucciso dalla mafia Carlo Alberto Dalla Chiesa. In coda l'analisi del testo di Leonardo Sciascia, tratto dal romanzo 'Il giorno della civetta'. In pochissimi, invece, sembra si siano cimentati sul testo argomentativo tratto dalla raccolta di saggi 'La cultura italiana nel Novecento' del giornalista e scrittore Corrado Stajano.

Intanto la Toscana è stata tra le regioni italiane con la selezione più severa nell'anno scolastico 2018/19: sono infatti solo il 95,3 % degli studenti quelli ammessi alla maturita', contro una media nazionale del 96,3. Una selezione più dura si è avuta solo in Sardegna (91,7%) e Liguria (4,8%). A Firenze e provincia partecipano all'esame 6.670 giovani, con una percentuale di ammissione del 96%. Ai maturandi stamani si è rivolta l'assessore regionale alla formazione, Cristina Grieco: "Siete i primi nati in questo secolo e in questo millennio ad affrontare le prove, riviste, di un esame che resta sempre e comunque un momento importante della vita, fatto di ansia e trepidazione, ma anche di curiosita' e voglia di mettersi in gioco". "Vi auguro - ha scritto Grieco in un messaggio - di vivere questi giorni con la giusta dose di emozione, ma anche con la 'leggerezza' della vostra eta' e con la consapevolezza che le commissioni hanno come unico obiettivo quello di valorizzare al massimo la vostra preparazione e di fare emergere la conoscenza e competenza, le potenzialita' e i talenti di ciascuno".