La riunione organizzata al St. Regis
La riunione organizzata al St. Regis

Firenze, 25 novembre 2015 - Mancherà solo l’elefante a guidare la processione degli amici dello sposo che venerdì, in abiti tradizionali, con turbante in testa, arriverà alle nozze dell’anno. Un corteo, contemporaneo al vertice Nato a Palazzo Vecchio, che sarà senza elefante perché il Comune ha detto no: per motivi di sicurezza e per ragioni animaliste. Partirà da via Montebello, passando da via Melegnano, lungarno Vespucci e borgo Ognissanti per arrivare nella piazza medesima al matrimonio. Non uno qualsiasi. Un matrimonio stellare. Di quelli che passano oltre ogni ideale romantico dei più audaci sognatori occidentali. Stellare, galattico ma anche rivoluzionario nella tradizione.

Perché a pagare il bendidio previsto per le nozze indiane della coppia innamorata «Ro-Ro», l’acronimo – già diventato un logo – di Rohan, lo sposo, e Roshni, la sposa, sarà il padre di lui e non quello di lei. Un ultramilionario che occupa sempre più spesso la copertina di Arabian Business, nella classifica degli indiani più ricchi al mondo. Yogesh Mehta, Yogi per gli amici, è un cinquantaquattrenne indiano alla guida di un impero petrolchimico da tre miliardi di dollari, arrivato a Dubai un quarto di secolo fa a 29 anni, senza un lavoro, senza un progetto, senza un futuro ma con la forza del riscatto. «Sono venuto qui con una speranza e una preghiera – ha detto Mehta prima di cominciare cavalcare il mondo dell’alta finanza – Ma ho un sagcco di sogni». Per lui spendere 20 milioni per il matrimonio del figlio è come organizzare una pizza con gli amici. Più che uno sforzo economico, un investimento di tempo.

Insomma, a Firenze è tutto pronto per i tre giorni di gran festa no-stop. I 500 invitati da tutto il mondo sono già arrivati e alloggiano in alberghi a cinque stelle. I preparativi fervono grazie alle due agenzie di wedding planner indiane Vandana Mohan dello studio Backstage (New Delhi) – con cui collabora la fiorentina regina degli eventi Capinetta Nordio – e Aditya Motwane (di Mumbai) che muovono i fili delle 78 persone impegnate a organizzare un matrimonio che è un evento che sposta il pil di Firenze: tutti hanno ricevuto un telefono con scheda sim italiana e alloggiano in alberghi diversi, a seconda della casta di appartenenza (per la nostra cultura, qualcosa di inconcepibile).

E’ qui anche Roshni, la sposa indiana, nata e cresciuta a Londra. Con la sorella, che è sposata e vive in Spagna, ha messo su un’azienda di moda: realizzano lussuosi capi di maglieria bordati di pelliccia in tutte le fogge. Rohan, lo sposo, è figlio unico e, praticamente da sempre, vide a Dubai dove lavora con il padre. E dove andrà a vivere con la sposa.

SIAMO già ai festeggiamenti. Domani il welcome dinner, la cena di benvenuto, a Palazzo Gerini in via Ricasoli. Poi giovedì gran pranzo in piazza Ognissanti, sotto il Mandapa, il gazebo delle meraviglie, decorato da migliaia di fiori: tradizionalmente il Mehndi, una vera e propria cerimonia, una sorta di addio al nubilato a cui partecipano le amiche e le parenti della sposa. In quell’occasione i piedi e le mani della sposa vengono dipinti con l’hennè, la tecnica è chiamata Mehndi, da cui prende il nome la cerimonia. La sera si celebra il Sangeet alla Stazione Leopolda: una gran festa dedicata all’unione delle due famiglie, quella della sposa e quella dello sposo, che salgono sul palcoscenico per una piece tradizionale tra balli e divertimento.

IL MATRIMONIO vero e proprio si celebra il venerdì in piazza Ognissanti, preceduto dalla processione degli amici dello sposo, in turbante. Ma il clou della festa è la sera di venerdì con il ricevimento di gran gala a Villa Le Corti di San Casciano.