
E’ fatto con i mirtilli e decorato con un giglio in cioccolato
Può un maritozzo ispirarsi al calcio storico fiorentino? Sì, se a crearlo è un maestro pasticciere del calibro di Iginio Massari (nella foto) che, nonostante la sua origine bresciana, a Firenze ha vissuto da bambino dallo zio Giuseppe, ex partigiano, con casa in piazza del Pesce, praticamente sul Ponte Vecchio.
In via dei Vecchietti c’è una delle sue mitiche pasticcerie, dove un tempo aveva sede il Banco di Roma e dove gli storici elementi architettonici sono rimasti ad arredare l’elegante sala da tè. Ed è per questo locale fiorentino, e in esclusiva solo per la città, Massari ha inventato un maritozzo ai mirtilli decorato con giglio in cioccolato, che rende omaggio alla bandiera e ai colori del calcio storico. Un dolce super goloso, ma anche con una particolare attenzione alla salute: "L’ho pensato come un sorriso - spiega Iginio Massari - e con un particolare equilibrio fra gli ingredienti. Nel senso che ho diminuito la percentuale di zucchero in modo da esaltare di più il gusto della panna".
Per il re dei dolci, campione del mondo di pasticceria e considerato da molti il padre putativo di pandoro e panettone, l’universo delle torte non è solo golosità, ma cultura, tradizione e innovazione.
Ed ecco che l’anno prossimo a primavera, proprio Iginio Massari porterà Firenze l’associazione Apei (Ambasciatori Pasticcieri dell’Eccellenza Italiana) di cui è presente, per tenere il suo seminario pubblico sui segreti e sulle bontà create dai grandi maestri del settore. Non mancheranno momenti di spettacolo, con sfilate di moda e dimostrazioni su come, ad esempio, stiamo cambiando le torte nuziali, non più solo bianche, non più multipiano, ma sempre più estrose, scenografiche e con i prodotti più disparati.
Ma forse ancora più interessante sarà la sua autobiografia, in uscita a ottobre prossimo, dove Massari - figlio, guarda caso di una cuoca e di un direttore di mensa - racconta la sua avventura straordinaria e la sua carriera stellare, che ne fanno una vera eccellenza e una gloria del made in Italy.
Infiniti i suoi racconti: "Lo sa perché si chiama crema Chantilly? Fu inventata dal francese Francois Vatel, cuoco del principe di Condè presso il Castello di Chantilly, nel 1671. Stava organizzando banchetti per Luigi XIV in visita al castello e, sbattendo della panna grassa di latte, si accorse che cambiava consistenza, diventando soffice e spumosa. Decise così di servirla e di battezzarla crema chantilly".
Olga Mugnaini