GIOVANNI BALLERINI
Cronaca

L’incontro tra musica e scienza: "Ecco l’album con un brano solo"

Il chitarrista e compositore Renato Caruso sabato sarà ospite della decima edizione di "La Science de l’Art" "Ho applicato la relatività dei moti cara a Galileo: il mio ultimo cd è composto da 10 tracce uguali".

"Non sono un cantautore e anche dal vivo faccio brani strumentali, ma per me un onore poter partecipare a Firenze a un evento d’interesse internazionale in cui arte e scienza si mescolano e comunicano fra loro". Sabato alle 17 alla Villa Galileo a Pian dei Giullari a Firenze il chitarrista e compositore Renato Caruso sarà ospite della X edizione di "La Science de l’Art", Biennale di arte e scienza, per la prima volta ospitata in Italia. Il musicista calabrese, classe 1982, alimenterà, insieme ad altri relatori, il dibattito "Quanto tempo c’è? Dal caos alla mente, l’universo e l’ambiente". Nell’incontro, a ingresso gratuito, ci sarà spazio per la presentazione alla chitarra acustica di qualche brano dall’ultimo album di Caruso, "Thanks Galilei" (ADA Music) e dei precedenti. "Suonerò qualche pezzo, ma parlerò anche del progetto sul relativismo musicale e della famiglia Galilei – spiega il Caruso, che vanta una formazione scientifico-musicale, visto che, oltre a essere diplomato in chitarra classica al conservatorio, è laureato in informatica e recentemente in informatica musicale. Vincenzo Galiei, il padre di Galileo, che era un liutista e un compositore, considerato anche il primo critico musicale, è colui che segna un ponte fra i fiamminghi e i classici d’opera. Considerando la musica un’evocazione dello spirito nel ‘600 invita a mitigare la polifonia in favore della monodia accompagnata dalla musica, un’anticipazione dell’opera" dice.

Lei invece crede nel relativismo musicale?

"Ho applicato la relatività dei moti cara a Galileo alla musica: il mio ultimo cd è formato da 10 tracce uguali, l’unica cosa che cambia è il momento in cui le ho suonate. Per me la musica non è solo ritmo, armonia, melodia e testo, ma anche di momenti, stati d’animo e percezione. Alle 8 di sera siamo diversi rispetto alle 8 di mattina e così la musica che facciamo o ascoltiamo".

La sua è anche una provocazione?

"Ogni giorno sui distributori digitali escono circa 80.000 canzoni. In un anno sono milioni di brani e fare un album con un solo pezzo è una doppia provocazione, da un punto di vista musicale, ma anche scientifico".

Ha ribadito il concetto con il libro Tempo-Musica?

"Sia negli ultimi tre album che in questo libro si sono incontrate le mie passioni musicali e scientifiche. Sono contento di parlare di questi argomenti in una città che amo, come Firenze".