Francesco Galanti, allievo del liceo classico Galileo coi compagni di classe

Firenze, 11 ottobre 2018 - Si può essere «innamorati» della nostra Costituzione a diciassette anni? Capita a Firenze, dove uno studente del classico Galileo, liceo la cui storia si lega fortemente a quella del nostro Paese, ha deciso di prendere carta e penna e di scrivere al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per esprimergli tutta la sua «passione» per la Carta Costituzionale e per quei «valori» che essa rappresenta. La lettera ha colpito così tanto il Capo dello Stato che oggi lo studente, insieme a tutta la sua classe, sarà al Quirinale, nell’ambito di una cerimonia che coinvolgerà anche altri ragazzi provenienti da tutt’Italia. Francesco Galanti, allievo della quarta A, tra le cui aule si sono formati personaggi del calibro di Giosuè Carducci, Giovanni Spadolini, Margherita Hack e Tiziano Terzani, ha inviato lo scorso 11 maggio la sua lettera al Quirinale.

«Le scrivo con molta emozione e vicinanza alla Presidenza della Repubblica e, in particolare, alla sua persona. Questa è la prima lettera che invio ad un Capo di Stato e a una istituzione», esordisce Francesco, che rimase «folgorato» dalla Costituzione proprio quando, costretto in casa dalla febbre, seguì in diretta l’insediamento di Mattarella. «In parte devo proprio a lei il mio ‘innamoramento’ per la Costituzione – racconta il giovane nella sua lettera -. È da quando ho assistito al suo insediamento che la Costituzione ha suscitato in me un interesse crescente. Ciò che più mi colpì fu la solennità del momento, con cui lei si apprestava ad assumere la massima carica dello Stato, divenendo il simbolo vivente della Nazione, del popolo e della cultura italiana, quindi anche il mio».

Da quel momento il ragazzo, il cui entusiasmo si era acceso anche grazie all’esperienza di alternanza scuola-lavoro all’Istituto storico della Resistenza, si è gettato a capofitto sulla nostra Carta, di cui ha colto il senso profondo, certo, ma anche le sfaccettature. «Pagina dopo pagina ho scoperto la grande fortuna che abbiamo – sorride il giovane -. Siamo difesi da una Carta che, seppur antica, è ancora giovane e valida». Purtroppo, però, «nel nostro Paese si sta perdendo il senso di appartenenza alla comunità», riflette il giovane, secondo cui è «fondamentale ripartire dallo studio a scuola dell’educazione civica». «Invece sono proprio i giovani a non andare alle urne», intervengono i compagni di classe, che fanno tutti il tifo per il loro amico che sogna, da grande, di diventare giudice della Corte costituzionale.

«La storia della nostra patria è stata dimenticata, come un qualcosa di inutile. Ma come può un Paese ed un popolo vivere e risolvere i suoi problemi senza conoscere e rispettare le sue origini?», si chiede lo studente. Che ricorda quando gli è arrivata la risposta. «Un’emozione indescrivibile. Non dimenticherò mai quel momento». Stamani, insieme alla preside Liliana Gilli, la quarta A del Galileo salirà al Colle. I ragazzi hanno già pronte cinque domande per Mattarella. Disoccupazione giovanile, istruzione, antimafia: ecco i temi che gli studenti sperano di poter affrontare col presidente della Repubblica. «Sono fiera dei miei ragazzi, che ci regalano sempre grandi soddisfazioni», sprizza gioia la dirigente Gilli.