
Testimone oculare rivela dettagli sull'uccisione dei coniugi Stefanini a Greve in Chianti nel 1944. Ricordi toccanti emersi durante commemorazione della Liberazione a Panzalla.
L’uccisione dei coniugi Pietro Stefanini e Dina Boncristiani, falciati per rappresaglia dai mitra nazifascisti il 2 agosto 1944, ha una testimone oculare. Una donna, che allora aveva 12 anni, la cui testimonianza è stata ascoltata in occasione dell’80esimo anniversario della Liberazione che si è tenuto a Panzalla, nella frazione di San Polo. Maria Piccarda Bonechi, oggi 92enne, ricorda di come "andavo spesso a trovare i signori Pietro e Dina. Erano cordiali e determinati nel loro ideale di difesa della libertà. Erano tante le donne del paese che si opponevano al fascismo, ma Dina si spingeva coraggiosamente nei boschi per portare il cibo ai partigiani. Si era esposta maggiormente e temevamo che sarebbe stata presa di mira, cosa che poi purtroppo è successa".
Tra i ricordi di quel giorno, la lettura da parte di Francesco Trambusti, nipote di Luigi Trambusti, il vicino di casa che aveva accolto i coniugi nella sua proprietà di Panzalla dove irruppero i tedeschi, della dichiarazione che lo zio aveva rilasciato a verbale ai carabinieri il 27 novembre 1944. "Mentre parlavo con i suddetti coniugi – si legge nella dichiarazione – prendendo accordi di allontanarsi un po’ alla volta, si presentarono quattro tedeschi armati di fucile mitragliatore e, alla vista dei suddetti coniugi, gli chiesero dei documenti che loro presentarono senza nessuna esitazione. Dopo i controlli ai documenti diedero ordine al maresciallo, che era in divisa di togliersi la giubba e quindi fu messo con le spalle al muro e perquisito. Per non vedere umiliato il maresciallo me ne andai nella mia abitazione". I tedeschi poi invitarono i coniugi a seguirli verso Villa del Corto, ma dopo i 200 metri li freddarono e insieme a loro anche un cane da caccia fu colpito dalla mitraglia. "Io non ho potuto vedere quando sono stati fucilati. Il giorno dopo ci mettemmo alla ricerca e ci avvicinammo al luogo dove il giorno precedente avevamo udito quattro colpi di mitra. È lì che trovammo il maresciallo, vestito ma senza scarpe, mentre la signora era completamente denudata. Tutti e due i cadaveri erano coperti con delle frasche, messi uno sopra l’altro".