L’empatia come strumento di pace . Combattere l’odio con il dialogo

Consolidare i princìpi della pace per risolvere i conflitti e vivere in armonia . Classe IIIA della scuola secondaria di I grado "Ottone Rosai" .

L’empatia come strumento di pace . Combattere l’odio con il dialogo

L’empatia come strumento di pace . Combattere l’odio con il dialogo

Nella storia dell’uomo la guerra è sempre stata presente e tutt’oggi moltissimi paesi sono in conflitto. Ogni giorno persone innocenti soffrono in nome di interessi politici, ideologici o economici. La guerra è una bestia senza cuore che colpisce chiunque si trovi davanti, senza preoccuparsi se indossi o meno una divisa. Eppure, quando i soldati di due eserciti nemici smettono di combattere e si trovano uno di fronte all’altro, riscoprono la loro umanità e l’infondatezza dell’odio. A scuola studiamo le cause esterne che muovono le dinamiche belliche ma, come dice Tiziano Terzani: "Ancor più che fuori le cause della guerra sono dentro di noi, in sentimenti come l’orgoglio, la paura, il desiderio, la vanità e l’insicurezza".

Queste emozioni condizionano non solo il nostro stato d’animo ma anche la convivenza con gli altri, rompendo gli equilibri e minacciando la stabilità. Abbiamo immaginato la pace come una torre di mattoncini Jenga, dove ogni blocco rappresenta un elemento essenziale per mantenere l’armonia. Tuttavia, se alimentiamo la voglia di primeggiare, le incomprensioni, la violenza, i pregiudizi, o pratichiamo l’indifferenza di fronte alle ingiustizie, rischiamo di tirare fuori un mattoncino fondamentale, scatenando tensioni e facendo crollare l’intera struttura. Basti pensare alle discussioni che nascono tra compagni di classe. Spesso vediamo l’altro come un nemico solo perché ha un’opinione che non coincide con la nostra, un modo differente di esprimersi, un diverso grado di sensibilità. Ciò che non conosciamo può farci paura e sfociare in atteggiamenti ostili. Ma come possiamo trasformare questi sentimenti negativi in positivi e tenere in equilibrio la torre? Innanzitutto con l’empatia, perché immedesimarsi nei sentimenti dell’altro ci aiuta a comprendere il suo punto di vista e ad essere più gentili. Altro strumento indispensabile è il dialogo, poiché ci permette di trovare la radice del problema e cercare una soluzione attraverso il confronto. È importante accettare le idee degli altri con calma, senza giudicare o imporre le nostre con la forza. Tutti devono sentirsi rispettati e liberi di esprimere la propria opinione. Inoltre, creare una rete di rapporti pacifici vuol dire anche saper accettare le sconfitte, tenere a freno la vendetta e il rancore, saper perdonare e scusarsi. Le tensioni non devono renderci intolleranti ma motivarci all’ascolto e alla comprensione. Solo sostenendoci a vicenda con fiducia, rispetto e costanza, possiamo superare le divisioni e rafforzare i legami per mantenere saldi i pilastri della pace.

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