La visita di Betori. Il cardinale che spalò il fango del ’66: "Ora serve aiutare"

Il primo pensiero alle vittime dell’alluvione, colpite duramente. Le storie di solidarietà: "Nella disgrazia siamo stati fortunati". I coniugi Silvano e Maria ringraziano: "Accolti da persone stupende". .

La visita di Betori. Il cardinale che spalò il fango del ’66: "Ora serve aiutare"

La visita di Betori. Il cardinale che spalò il fango del ’66: "Ora serve aiutare"

"Sappiamo quanta umanità ci sia a Firenze, lo abbiamo visto anche qui, si prendono tutti cura di noi e non ci fanno mancare niente": Mustafà e Turad, 42 e 25 anni, rispettivamente zio e nipote, entrambi senegalesi, vivono a Campi Bisenzio da diversi anni e hanno descritto così il momento che stanno vivendo, seduti sulle brandine su cui dormono da ieri. Anche loro, infatti, si sono trattenuti alcuni minuti con l’arcivescovo di Firenze, il cardinale Giuseppe Betori, che si è recato di persona a Spazio Reale, a San Donnino, per incontrare gli sfollati dell’alluvione che ha colpito Campi e il territorio della Piana.

Qui è stato allestito un Centro di accoglienza che anche ieri ha visto tantissimi cittadini portare coperte e generi alimentari per ogni necessità. Un momento di preghiera, ma soprattutto tante parole di conforto da parte di Betori nei confronti di chi, come Silvano Filoni e Maria Giustarini, 78 e 75 anni, anche loro campigiani, marito e moglie, ha perso quasi tutto. "Nella disgrazia siamo stati fortunati – raccontano – perché siamo stati accolti da volontari splendidi. A casa non sappiamo che situazione troveremo, quando ci hanno portati via c’era tanta acqua". Entrambi sorridenti, quasi hanno rincuorato loro il cardinale, 57 anni fa a sua volta Angelo del Fango a Firenze, arrivato dalla sua Umbria per dare una mano ai fiorentini alluvionati. L’arcivescovo poi ha continuato la sua visita parlando con i volontari della Fratellanza Popolare di San Donnino, associazione che gestisce l’emergenza a Spazio Reale insieme alle Misericordie, e che si sono voluti fare una fotografia insieme, a testimonianza di un momento che comunque resterà nei ricordi di tutti.

Tante davvero le storie da raccontare: Cilan, 42 anni, è albanese e vive a Campi da circa dieci anni, è scappato di casa in ciabatte e qui ha potuto indossare un paio di scarpe. E si è ritrovato con la propria compagna dalla quale, nel momento dell’emergenza, era stato costretto a dividersi. Uno zainetto con tutte le sue cose sulle spalle, la richiesta di un rasoio per potersi fare fare la barba che un cittadino gli ha portato personalmente: "La nostra casa si trova nella zona di via del Gelsomino, siamo dovuti scappare perché l’acqua è arrivata in pochi minuti". Li hanno salvati i Vigili del fuoco che poi li hanno affidati al personale sanitario. E’ contento, Cilan, soprattutto di avere ritrovato la compagna di una vita, ma ha lo sguardo perso nel vuoto quando lo incontriamo: "Dove vuoi che vada? Abbiamo perso tutto, per il momento stiamo qui, poi vedremo".

E in tal senso il cardinale Betori è stato chiaro: "Spazio Reale resterà a disposizione del Comune di Campi e della Protezione civile fino a quando ci sarà bisogno". Poi ha voluto ricordare le persone che a causa del maltempo hanno perso la vita e, in particolare, il campigiano Gianni Pasquini, il cui corpo è stato ritrovato ieri: "Il primo pensiero va a lui e alle vittime causate dalla calamità e poi alle tante persone che anche nel territorio della nostra diocesi sono state colpite duramente dal nubifragio e dagli allagamenti. Spazio Reale accoglie tutti gli sfollati che non possono rientrare nelle case allagate e inagibili, tanti sono gli anziani, tutti vengono assistiti e confortati dai volontari delle varie associazioni di volontariato e dal personale della struttura. Questo è quello che possiamo fare nell’immediato, poi vedremo come attivarci anche tramite la Caritas per rispondere ai bisogni delle persone".

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