Editoriale

La storia si fa memoria

Memorie di viaggio: è il tema scelto quest’anno dall’Associazione nazionale Case della Memoria per entrare nelle case museo dei personaggi illustri italiani. Fra queste, la "casa dei libri" di Giovanni Spadolini a Pian dei Giullari, aperta per visite guidate la mattina di sabato dalle 10, per gruppi, ogni ora (per prenotare: [email protected]). Un viaggio nella storia, in età e stagioni diverse, a cominciare dal giardino, il cui straordinario affaccio sulla città e i suoi monumenti ci riporta al teatro dell’assedio di Firenze del 1530, con le ombre di Michelangelo di Francesco Ferrucci. All’interno il museo diffuso sull’età napoleonica, con le collezioni dei cimeli dell’epopea del grande Corso: tutto rigorosamente d’epoca, dalle medaglie alle ceramiche, dalle monete alle spille, dai libri ai documenti. Col capolavoro dell’illuminismo, l’edizione originale dell’Encyclopédie di Livorno del 1772 di Diderot e D’Alembert, voluta dal granduca Pietro Leopoldo.

Dopo Napoleone ecco il Risorgimento: le raccolte museali ricostruiscono il mito dei padri della patria, quali Mazzini e Garibaldi, Cavour e Vittorio Emanuele II, nonché il contributo all’unità nazionale dei protagonisti toscani, da Capponi a Vieusseux, da Ricasoli a Peruzzi, nella Firenze del granduca Leopoldo II e in quella che accoglie la capitale del nuovo Regno, nel 1865. Per i bibliofili e non solo, un lungo percorso che muove dagli incunaboli di Savonarola e dalla prima edizione della Storia d’Italia di Francesco Guicciardini, scritta proprio a Pian dei Giullari nel 1540, per arrivare al ’700 e oltre.

Le memorie di viaggio convergono infine nella vita stessa di Giovanni Spadolini: i doni dei Capi di Stato e di Governo, le testimonianze della vita politica istituzionale dell’uomo pubblico, del Presidente del Consiglio dell’inizio degli anni ’80, così vicino ai grandi della Terra, da Mitterrand a Schmidt, da Reagan a Gorbaciov, a Papa Wojtyla. Non manca un tuffo nell’arte, con le sale dedicate a pittori toscani e non, da Soffici a Rosai, da Morandi a Caffè, passando attraverso i disegni di Montale, le allegorie di Buzzati, le caricature di Mino Maccari e di Giorgio Forattini, gli acquerelli di Leo Longanesi e le incisioni e dipinti di Guido Spadolini, padre dello statista fiorentino.

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