La grande mostra per l’Ucraina

Il fotografo Massimo Listri presenta una mostra a Firenze dedicata alla bellezza di Kyiv, la capitale ucraina in guerra. Le sue fotografie mostrano la cultura e la civiltà di un popolo che lotta per la libertà. La mostra è un sostegno importante per l'Ucraina martoriata.

Un giorno della metà di ottobre del 2023, il famoso fotografo d’arte Massimo Listri, è partito da Firenze per Kyiv, accompagnato dalla sua amica Olga Iaroschevska. Nella capitale dell’Ucraina aggredita dall’armata russa, non ha fotografato la guerra, i combattenti, le tombe di migliaia di morti. No, ha fotografato la bellezza della città di Kyiv, le sue chiese e i suoi palazzi. A Kyiv nel Settecento lavorarono anche degli architetti italiani come Bartolomeo Rastrelli e Ottaviano Mancini. Nel catalogo che accompagna la mostra di Listri, il sindaco Dario Nardella scrive: "Si può fotografare la guerra senza fotografare la guerra? Si può raccontare per immagini un conflitto in corso non mostrando morti e distruzione, ma scegliendo di ritrarre luoghi dove i combattimenti sono solo una minaccia latente, ma che ancora sembrano pulsare di vita?".

In questa frase del sindaco di Firenze c’è la grandezza di questa mostra, che la nostra città, gemellata dal 27 luglio 1967, quando era sindaco Piero Bargellini, dedica alla gemella in guerra per la propria libertà e indipendenza. Il direttore del Museo del Novecento, Sergio Risaliti, ha scritto: "Negli ultimi due anni, i media sono stati affollati di immagini di guerra. Anche questo affollamento è causa di assuefazione, di una certa apatia. Tutte queste dirette, fotografie, documentari, interviste, anziché avvicinarci e tenerci in collegamento con il conflitto, generano via via indifferenza". Le fotografie di Listri creano sconcerto perché, a differenza delle cronache militari, fanno vedere la bellezza dell’arte, la cultura e la civiltà di un popolo che si dura fatica a pensare in guerra.

Nel catalogo c’è una mia postfazione dove racconto le lotte dell’Ucraina per la libertà e l’indipendenza, anche negli anni dell’Unione Sovietica. Gli ucraini sono pronti a morire fino all’ultimo uomo per rimanere liberi, nonostante che su sette segretari generali del Partito comunista sovietico, due fossero ucraini: Kruscev e Breznev. Bruno Vespa giovedì a Porta a Porta, ha definito la mostra "importantissima" per il sostegno alla martoriata Ucraina. Firenze ha fatto ancora una volta una cosa grande per Kyiv. La mostra inaugurata oggi alle 18 nella Sala d’Arme di Palazzo Vecchio.

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